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Porto di Napoli
24 settembre 2018, Aggiornato alle 13,36
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Porto di Napoli rilancia il Grande progetto. Spirito: "Ce la faremo"

Delegazione Parlamento Ue visita lo scalo. Delle 9 opere, due sono terminate e una è in corso, tutte le altre sono in programmazione. Fondi in scadenza nel 2023


di Paolo Bosso 

9 opere per un totale di 153 milioni di euro. Da realizzare entro il 2023. «Abbiamo chiaramente in testa il concetto che si spende in tempo. Ce la faremo». Ne è sicuro Pietro Spirito (foto a destra), presidente dell'Autorità di sistema portuale del Tirreno centrale, che ha incontrato una delegazione di nove membri del Parlamento europeo guidata dalla presidente della Commissione Trasporti e Turismo, Karima Delli (foto al centro). Scopo della missione, la visita di Campania e Sicilia per conoscere lo stato di avanzamento del corridoio scandinavo-mediterraneo delle TEN-T europee. Per Napoli si è trattato soprattutto della visita del porto per rendicontare lo stato del "Grande progetto", il finanziamento europeo per nove importanti interventi per il solo scalo partenopeo, riassunti giovedì nei locali dell'authority portuale in conferenza stampa.

Delle nove opere, una è in corso d'opera, due sono state completate, tre hanno il contratto stipulato e tre sono in progettazione. 

1. L'opera più complessa e costosa è in corso, i dragaggi. Sono iniziati ad ottobre 2017 e dovrebbero completarsi tra la fine dell'anno e l'inizio del 2019. Costo: 45,6 milioni. 

Due di queste opere sono già concluse, riguardano: 

2. bonifica dagli ordigni bellici (4,5 milioni di euro) 
3. rilevamento dei relitti e dei reperti archeologici (2 milioni)

Tre hanno un contratto stipulato e riguardano: 

4. completamento della rete fognaria (22 milioni)
5. collegamenti ferroviari e stradali interni (31,6 milioni)
6. allestimento dei reperti trovati in mare in un cantiere di restauro (6 milioni)

Un'opera vede in corso la gara per la progettazione e la direzione dei lavori:

7. prolungamento Diga Duca D'Aosta (20 milioni)

Infine, due opere sono in fase progettuale:
8. Messa in sicurezza darsena marinella (12 milioni). È stato redatto il progetto definitivo, prossimo passo il progetto esecutivo
9. Piano efficientamento energetico (10 milioni). Si deve ancora redigere il progetto definitivo ed esecutivo. L'adsp conta di andare in gara entro l'anno.

«Credo che il treno arriverà nel porto di Napoli. È in gioco l'intermodalità, uno dei tre assi della nostra commissione insieme ai fondi e il clima. L'obiettivo non è collegare il Meridione ma il Sud dell'Europa al Nord. I cittadini hanno bisogno di una mobilità inclusiva, che è anche mobilità delle merci», spiega Delli.

Le vicissitudini del Grande progetto
I nove interventi - tra completati, in corso e in progetto - risalgono a sette anni fa, a quel "Grande progetto" dichiarato «ricevibile» da Bruxelles a marzo 2011 e inserito nei fondi europei di sviluppo regionale 2007-2013. Pochi mesi dopo, la direzione generale della Politica regionale della Commissione Ue si chiedeva dove fosse la «strategia di valorizzazione» del Grande progetto. Una lettera ricevuta dalla Regione Campania e consegnata all'autorità portuale di Napoli soltanto un anno dopo. Nel 2013, perso il primo ciclo di finanziamento, il "Grande progetto" è stato diviso in due. È stato anche l'anno del commissariamento del porto, terminato oltre tre anni dopo con l'arrivo di Spirito. E ora si riparte, con due opere (bonifica e recupero archeologico) già concluse, una in corso d'opera (dragaggi) e tre con contratto stipulato (fogne, ferrovie interne, cantiere restauro).

«I ritardi non accadono solo in Italia. La programmazione non è una cosa facile. Il nuovo principio dell'Ue è che i fondi o li usi o li perdi. Non aspetteremo dieci anni per vederli realizzati», commenta Wim Van De Camp del Partito Popolare Europeo.