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29 ottobre 2020, Aggiornato alle 08,41
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Politiche marittime

Porto di Napoli bloccato a Levante. Agitazione dei Cobas

Stamattina oltre un chilometro di coda in ingresso per i mezzi pesanti. Fai-Conftrasporto: "Modalità di protesta illegittima". Spirito: "Continuiamo a migliorare la viabilità, ma questa vicenda non ci riguarda"

La zona del porto di Napoli interessata dall'imbottigliamento dei mezzi pesanti

Circolazione paralizzata a Levante del porto di Napoli da stamattina, ma non c'entrano i cantieri, né particolari disposizioni anti-Covid. Si tratta di una protesta da parte del sindacato intercategoriale Cobas che - si legge in una lettera firmata da Giuseppe D'Alesio, coordinatore procinciale Cobas Napoli -, risiede in una vertenza nei confronti di una «condotta antisindacale» da parte del terminalista Conateco. Si chiede il ritiro di un licenziamento ritenuto illegittimo e l'apertura di un tavolo di confronto con l'azienda. Attualmente la coda in ingresso al porto sta lentamente diminuendo.

«Comprendiamo la tutela sindacale e il diritto a manifestare, ma non crediamo che queste siano le modalità giuste. Riteniamo che questi strumenti di picchettaggio non facciano altro che aggravare la situazione del porto, tra l'altro sono modalità vietate dal decreto sicurezza. Ci aspettiamo che l'Autorità di sistema portuale intervenga in qualche modo visto che l'ordine pubblico è di sua competenza», afferma Ciro Russo, segretario della Fai-Conftrasporto.

Pietro Spirito, presidente dell'Autorità di sistema portuale (Adsp) del Tirreno Centrale, spiega che «stiamo procedendo nei lavori per l'adeguamento della viabilità, che si completeranno alla fine del mese di agosto. Abbiamo trovato una situazione complessa di intervento, che richiede tempi non comprimibili. La vicenda di oggi riguarda altro tema, che è fuori dal perimetro di intervento dell'Adsp».

P. Bo.