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19 gennaio 2022, Aggiornato alle 21,58
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Logistica

Porto di Napoli, autotrasporto avvia servizio stoccaggio container

Dal primo dicembre termina la consuetudine non scritta di depositarli gratuitamente. Russo (FAI): "Miglioriamo l'efficienza". Musella (Unitraco): "La responsabilità dello stato del container spetta al terminal"

Il polo container del porto di Napoli (porto.napoli.it)

di Paolo Bosso

Gli autotrasportatori del porto di Napoli mettono a disposizione i propri spazi per valorizzare e incentivare i servizi di stoccaggio e movimentazione dei container in esportazione. Un servizio gratuito fino a poco fa ma che da primo dicembre diventa a pagamento, dai 35 ai 50 euro giornalieri, da sommare al costo per l'ingresso nel porto dei contenitori. 

L'iniziativa è del coordinamento FAI-Conftrasporto della Campania, di Cna-Fita e Unitraco. Come spiega il segretario regionale della Fai, Ciro Russo, nasce «per via del forte congestionamento dei flussi e della crescita dei volumi, che ha reso necessario organizzare in modo più efficiente la movimentazione portuale. In questo modo le imprese di autotrasporto mettono a disposizione le proprie aree per i contenitori in esportazione, per qualsiasi esigenza dell'armatore, attendendo il momento opportuno per farle entrare in porto». 

«Siamo costretti a stoccare i contenitori pieni presso le nostre aree logistiche, in attesa delle date di accettazione da parte dei terminal», spiega Attilio Musella, presidente di UNI.TRA.CO. (Unione Trasportatori Container). «Pertanto, a partire dal primo gennaio 2022 sarà applicata la tariffa di 30 euro per contenitore per ogni giorno di sosta, con un free-time di 3 giorni, oltre all'hendling già applicato nella misura di 35 euro».

L'obiettivo è defaticare soprattutto i terminal container del porto di Napoli, razionalizzando import ed export. Considerando che fino a ieri era un servizio gratuito, non ne saranno contenti i clienti, gli spedizionieri e gli agenti marittimi, per quello che è diventato un onere incluso nella vezione. Andava bene «fintanto che i container erano pochi», spiega Russo, «ultimamente, con l'arrivo delle grandi portacontainer, è capitato che ciascuna impresa di autotrasporto avesse con se un centinaio di container, una situazione insostenibile. Al contrario, un servizio a pagamento influisce sull'efficienza della movimentazione e sulla sicurezza del trasporto. Ne beneficeranno tutti, anche i clienti, e le imprese di autotrasporto contribuiranno alla logistica portuale, potenziando i servizi».

Un altro servizio che le imprese di autotrasporto vorrebbero escludere dalla consuetudine gratuita è la pulizia del container. Le compagnie di navigazione con i terminalisti fanno contratti di servizio che includono la consegna del contenitore pulito e la presa del vuoto. Succede che quando il trasportatore prende un container da un cliente per portarlo al terminal, gli viene chiesto di pulirlo. «Anche questo va bene finché è una volta ogni tanto - conclude Russo - ma non è più così. È diventata una richiesta sistematica che non è però di competenza dell'autotrasporto. Fino ad oggi le imprese lo hanno fatto gratis, per restare competitive e mantenere buoni rapporti con i clienti. Chiediamo pertanto una maggiore correttezza da parte della committenza, chiudendo una prassi consolidata nel momento in cui, come accade per gli spazi di stoccaggio in esportazione, va a inficiare sulla sicurezza, i tempi di consegna e l'efficienza di un porto».

Entrando nel dettaglio, Musella spiega che i problemi principali sono due, la consegna dei contenitori pieni e il ritiro o consegna di quelli vuoti. Per quanto riguarda il primo, i porto di Napoli, come altri in questo momento un po' ovunque, è congestionato per via del mancato rispetto delle date di approdo delle navi, a causa di variazioni o cancellazioni, che non consente la consegna puntuale dei contenitori all'interno del terminal.

Per quanto riguarda l'altro problema, il ritiro e la consegna dei vuoti, Musella spiega che i terminal esterni molto spesso accollano all'autotrasportatore l'onere della pulizia dei contenitori vuoti che gli vengono consegnati. Il consorzio Unitraco ha fatto presente alle società che gestiscono i terminal esterni che, come stabilito e sottoscritto nell'accordo nazionale contenitori del giugno scorso, «la responsabilità dello stato dei contenitori è del terminal o del deposito che li consegna. Infatti il vettore al momento del ritiro del contenitore è tenuto alle verifica visiva dello stato del contenitore per danni rilevanti perimetrali, esterni e rilevabili anche in condizioni di poca visibilità, compreso il controllo visivo delle aste delle porte, quindi non sulla parte interna, il tetto o il pavimento, e a sottoscrivere la tipologia e numero del contenitore laddove richiesto. Il vettore non è mai responsabile per la non idoneità al carico del contenitore per motivi diversi da quelli sopra indicati e comunque quando non è stato messo nelle condizioni di verificarne lo stato. La verifica del contenitore dovrà essere effettuata dall'autista solo in condizioni assoluta sicurezza e in spazi operativi idonei garantiti dal soggetto che lo consegna, nel rispetto delle regole e procedure stabilite nel decreto legislativo 81/2008 e successive modifiche. Nel caso in cui il contenitore dovesse essere rifiutato al carico per motivi riferibili ai controlli, il vettore avrà diritto al compenso del viaggio a vuoto o per le maggiori percorrenze effettuate». 

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