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Porto di Napoli
19 dicembre 2018, Aggiornato alle 12,49
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Porto di Livorno sperimenta i veicoli autonomi

Con il progetto Autopilot l'Ue individua lo scalo labronico quale primo sito nazionale per provare la guida intelligente

Il responsabile del progetto Autopilot di Ertico, François Fischer

Da lunedì 47 imprese stanno lavorando nella Stazione Crociere di Livorno per collaudare, nell'ambito del progetto europeo Autopilot, i sistemi di comunicazione ed automazione veicolare di ultima generazione. La decisione dell'Ue di individuare lo scalo labronico quale primo sito nazionale per sperimentare le attività di test della guida intelligente non è causale ma cade a quasi due anni di distanza dagli ETSI ITS Plugtest™, la campagna di test di interoperabilità dei sistemi intelligenti di trasporto cooperativi (C-ITS) ospitata dall'allora Autorità Portuale di Livorno e dalla Regione Toscana.

Le attività di test sono state effettuate su un testbed in scala reale di oltre 15 Km realizzato sul comprensorio che include la stazione marittima e la superstrada Fi-Pi-Li con la sala radio di Empoli e hanno permesso di toccare con mano quanto si sia evoluta l'intelligenza artificiale. "Ciò che è veramente rivoluzionario – ha dichiarato Paolo Pagano, direttore del laboratorio di AdSP/CNIT – è che le informazioni non provengono dai portali social come nelle applicazioni più popolari che girano sul cellulare, bensì dalla rete telematica della Superstrada e vengono processate "come vere" dal veicolo autonomo solo quando vengono confermate dalla "Sala Radio" della FiPiLi. In questo caso il veicolo aziona le funzioni di guida automatica".

Durante le sperimentazioni, l'auto – un prototipo di Jeep Renegade prodotta da Fiat Chrysler - ha fatto più volte spola fra il Porto di Livorno e la FiPiLi (fra l'uscita di Livorno Porto e Vicarello), muovendosi anche in situazioni di potenziale pericolo (come in presenza di lavori stradali o incidenti, notificati all'auto dai dispositivi IoT di bordo strada). L'obiettivo principale di questi test è stato quello di aumentare la sicurezza, ovvero evitare incidenti stradali sia sulla superstrada che in ambito portuale. 

Anche il porto di Livorno ha fatto la propria parte: durante le sperimentazioni, infatti, l'infrastruttura portuale è rimasta connessa h24 al veicolo autonomo grazie a MoniCa, la piattaforma digitale dello scalo labronico che per tutto il tempo necessario ha inviato alla Jeep Renegade la notifica in tempo reale di ogni tipo di evento (incidenti, allagamenti, etc), provocando la reazione automatica della vettura. "Un porto – ha dichiarato il presidente della Port Authoirty, Stefano Corsini – non è fatto solo di dighe, fondali, banchine e piazzali ma di reti tecnologiche in grado di comunicare con navi, treni, veicoli connessi. Riteniamo premiante il fatto di essere stati selezionati dall'Ue per questa campagna di sperimentazione su larga scala: la guida autonoma cambierà completamente il mondo del trasporto e Livorno è pronta a fare da apripista al cambiamento".

Soddisfatto anche il responsabile del progetto Autopilot di Ertico, François Fischer: "Livorno è uno dei nodi centrali del Corridoio Scandinavo-Mediterraneo ed è all'avanguardia nel campo dell'Innovazione Tecnologica. È significativo quindi che proprio qui, nella città dei Quattro Mori, istituzioni, operatori telefonici, costruttori di auto e fornitori di servizi abbiano deciso di sviluppare nuove inedite sinergie nel campo dell'Internet of Things: l'obiettivo è quello di sviluppare una mobilità ecosostenibile, sicura ed efficiente".