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26 febbraio 2024, Aggiornato alle 19,02
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Porto di Genova, carenza personale sanitario a un punto critico

I medici veterinari sono rimasti in quattro, sobbarcandosi una titanica attività di controllo sulla merce, secondo Spediporto

(salute.gov.it)

La carenza di personale negli uffici veterinari e frontalieri del porto di Genova ha raggiunto un punto critico. «I numeri - spiega il direttore generale di Spediporto, Giampaolo Botta - dicono che gli uffici Uvac (Uffici Veterinari per gli Adempimenti Comunitari) e Pcf (Posti di controllo frontalieri) di Genova e Vado Ligure sono passati da 32 unità operative nel 2022 ad appena 14 nel 2023, con un decremento del 56,23 per cento». Per di più, di queste 14 persone, solo 4 sono medici, adibiti quindi alla responsabilità diretta sui controlli. Per questo Spediporto ha chiesto al ministero della Salute di assumere nuovo personale.

La conseguenza principale che genera questa situazione è quella di rallentare enormemente i controlli sulla merce, rallentando così i tempi di sdoganamento e la competitività del porto, con serie ripercussioni sull'attrattività economica dello scalo commerciale da parte dei vettori internazionali. La situazione di Genova non è però unica in Italia. Anche gli operatori del porto i Napoli, per esempio, denunciano da molto tempo problemi simili.

«Per quanto riguarda i prodotti di origine animale – continua Botta - stimiamo che possano essere circa 150 mila i contenitori sottoposti annualmente a controlli nei porti di Genova e Vado Ligure, pari al 25 per cento dell'intero traffico nazionale, mentre, sulle merci di origine vegetale potremmo arrivare a oltre 100 mila container, un dato che rappresenta il 50 per cento del traffico nazionale. Praticamente, i piatti di un italiano su 4 sono riempiti da prodotti alimentari sbarcati a Genova. Pensare, dunque, che un'essenziale attività di sicurezza sanitaria venga svolta soltanto da 4 medici è pericoloso per i cittadini oltreché irrispettoso anche nei confronti di chi deve sobbarcarsi questa titanica impresa. Ogni giorno sono chiamati a rilasciare tra i 400 e i 500 certificati. Una situazione davvero insostenibile».

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Tag: genova