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14 maggio 2021, Aggiornato alle 20,04
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Porto di Brindisi, terza nave Grimaldi nelle linee ro-ro

Dal 20 aprile "Valencia" si aggiunge a "Sicilia" e "Catania", portando i collegamenti rotabili a una frequenza giornaliera verso le rotte adriatiche e siciliane

"Eurocargo Valencia"

Si intensificano i collegamenti ro-ro nel porto di Brindisi. Dal 20 aprile la motonave Valencia di Grimaldi sarà la terza "Eurocargo" a coprire la linea Ravenna-Brindisi-Catania, andando ad integrare le altre due Eurocargo di Grimaldi, Sicilia e Catania

Con due approdi settimanali, la nave arriverà ogni martedì da Catania alle 11.30 per ripartire alla volta di Ravenna, dopo aver scaricato tir e trailer ed averne imbarcato altri, alle ore 14.30; il giovedì, invece, arriverà alle 17.30 per ripartire alle 19.30. In questo modo, pertanto, la linea marittima risulterà coperta giornalmente, per tutto l'arco della settimana dal lunedì alla domenica.

Eurocargo Valencia è una ro-ro costruita nel 1999, ha una capacità di carico di 160 semirimorchi, con  disponibilità totale di 4,400 metri lineari. È lunga 195 metri ed è dotata di un garage auto e van. L'agenzia di riferimento della nave è la Discovery Shipping di Brindisi. 

«Un'ulteriore conferma del ruolo sempre più forte di Brindisi quale short-sea-port e cross-sea-way tra il cabotaggio nazionale, comunitario ed ellenico, nell'ottica di un processo di riequilibrio della ripartizione modale dei traffici che si sta verificando a livello globale», si legge in una nota dell'Autorità di sistema portuale del Adriatico Meridionale. «Il segmento rotabili – continua la nota - è è interessato da una fase evolutiva di crescita intensa. Basti pensare che nel primo trimestre dell'anno, nonostante le restrizioni dettate dall'emergenza Covid ancora in essere, 32,958 mezzi pesanti sono passati dal porto di Brindisi, con un aumento del 17,3 per cento rispetto allo stesso periodo del 2019, anno utile per una reale comparazione, attesa l'anomalia rappresentata dal 2020. 4,720 mezzi in più hanno attraversato lo scalo adriatico».