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24 ottobre 2020, Aggiornato alle 12,38
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Port State Control, Imo aggiorna i criteri

L'organizzazione marittima internazionale dice in sostanza che per i controlli in remoto ci si adatta nave per nave, a seconda delle esigenze


Un approccio "pragmatico, pratico e flessibile". È quello proposto dall'organizzazione marittima internazionale (Imo) per il Port State Control, il sistema internazionale di manutenzione e controllo della struttura delle navi mercantili, passato in remoto a marzo per far fronte ai rischi epidemiologici, con tutti i limiti che questo comporta. In altre parole, gli ispettori non salgono più a bordo. L'Imo ha fatto un nuovo aggiornamento sulla situazione, dicendo in sostanza ci si adatta nave per nave, a seconda delle esigenze.

"Gli incaricati del controllo di approdo – precisa l'organizzazione internazionale –  hanno riferito che mentre il numero di ispezioni fisiche a bordo delle navi si è ridotto considerevolmente, al fine di proteggere sia gli ufficiali di controllo sia i marittimi, si continua a lavorare per individuare le navi ad alto rischio e non in linea con gli standard di qualità e sicurezza. I responsabili del Port State Control hanno riferito di adottare un approccio pragmatico, pratico e flessibile, riconoscendo che esenzioni, deroghe ed estensioni ai certificati sono state concesse da molti Stati di bandiera ed esprimendo il desiderio di standardizzare e armonizzare tali pratiche".
 

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