|
napoli 2
21 ottobre 2026, Aggiornato alle 12,29

Informazioni MarittimeInformazioni Marittime

Politiche marittime

Plastic Tax, Marevivo: "Salute e ambiente non possono più aspettare"

Insieme a Waste Italy, la Fondazione lancia una petizione per chiedere alle istituzioni che la misura entri in vigore il 1° gennaio 2027


L'inquinamento da plastica non è solo un problema ambientale ed economico, ma tocca in primis la salute di tutti noi. Per questo occorre agire su più fronti: contrastarne la dispersione, informare i cittadini, e soprattutto produrne di meno. Tra gli strumenti che ne limiterebbero la produzione c'è la Plastic Tax. Tuttavia, dal 2020 ad oggi sono ben otto i rinvii che ne hanno ostacolato l'entrata in vigore, attualmente fissata al 1° gennaio 2027. Allo scopo di scongiurare l'ennesimo rinvio, Fondazione Marevivo e Zero Waste Italy lanciano una petizione nazionale per chiedere al governo e al Parlamento di garantire che diventi esecutiva. Primo firmatario è il maestro Michelangelo Pistoletto, tra i fondatori del Manifesto degli Artisti per il Mare.

Secondo le stime riportate nella petizione, che mira a innescare un circolo virtuoso orientando le scelte industriali e favorendo l'impiego di plastica riciclata, ogni anno circa 229.000 tonnellate di plastica finiscono nel Mar Mediterraneo (fonte: IUCN). Un fenomeno che compromette gli ecosistemi marini e contribuisce alla diffusione di particelle plastiche nell'ambiente e, di conseguenza, nella catena alimentare.

Recenti studi scientifici hanno documentato la presenza di microplastiche nei campioni di sangue umano, nei tessuti cerebrali, nella placenta, nel latte materno, nelle arterie e nel liquido seminale e, sempre di più, emergono possibili connessioni con ictus, infertilità e alterazioni neurologiche. Ridurre la produzione e la dispersione di plastica significa agire alla radice del problema, limitando il suo impatto su ecosistemi e persone.

La Plastic Tax è una tassa sulla plastica monouso prodotta con polimeri vergini (non riciclati), utilizzati per realizzare imballaggi e oggetti usa e getta, come bicchieri e stoviglie. Si applica a produttori, importatori e committenti, senza colpire i consumatori, e mira a rendere meno conveniente la plastica vergine e più vantaggiosa quella riciclata, che oggi costa di più. Oltretutto, la plastica differenziata fatica a trovare acquirenti e si accumula in massa nei depositi, aumentando il rischio di incendi, danni ambientali e sanitari. Un esempio emblematico è il rogo divampato a giugno 2026 in uno stabilimento di recupero e riciclaggio di rifiuti plastici a Vicopisano (Pisa), che ha provocato una nube tossica visibile a chilometri di distanza.

Oltretutto, in Italia c'è un paradosso: dal 2021 si paga una "Plastic Tax" europea, versando 800 euro per ogni tonnellata di imballaggi in plastica non riciclati all'Ue, per un costo di circa un miliardo di euro l'anno a carico del bilancio dello Stato, quindi di noi cittadini ma, in mancanza di una Plastic Tax nazionale, le imprese non si sentono costrette a ridurre l'uso di plastica vergine e a investire nel riciclo. Anche su questa criticità si concentra l'appello di Marevivo e Zero Waste Italy: affiancare agli strumenti europei una misura nazionale, come hanno già fatto Regno Unito, Spagna e a breve farà la Germania - significa allinearsi alle migliori pratiche europee e dare valore a una filiera, quella del riciclo, che è già tra le più avanzate del continente.