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01 luglio 2022, Aggiornato alle 18,27
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Politiche marittime

Parlamento europeo boccia il Fit for 55

Dopo una serie di emendamenti del Partito popolare, tornano al mittente le proposte della commissione Ambiente che allargano il mercato delle quote di carbonio anche alle navi

(MinaLegend/Flickr)

Con 340 voti contrari, 265 a favore e 34 astensioni, il Parlamento europeo ha deciso di rinviare alla commissione Ambiente (quindi di fatto respingendoli) una serie di misure che vanno a espandere il mercato del carbonio con l'istituzione di nuove tasse e di un fondo sul clima. Tra queste misure viene respinta una parte del pacchetto legislativo sul clima che interessa anche il trasporto marittimo, il Fit for 55, quello che prevede l'inclusione delle navi mercantili nel sistema di scambio delle quote di carbonio.

I deputati del parlamento europeo hanno approvato una serie di emendamenti promossi dal Partito popolare europeo e dai suoi alleati che riducono i tagli alle emissioni proposti il mese scorso dalla Commissione ambiente. Conti alla mano, gli emendamenti approvano una riduzione delle quote di mercato degli scambi di carbonio di 70 milioni nel 2024 e di 50 milioni nel 2026, invece dei 117 milioni al 2024 proposti il mese scorso dalla commissione Ambiente dell'Unione europea. Dopo l'approvazione degli emendamenti, socialisti e democratici di centrosinistra hanno deciso di bocciare l'intero rapporto Fit for 55 invece di approvarne una versione indebolita.

L'inclusione dello shipping nel sistema delle quote di scambio del carbonio è sempre stata criticata dal comparto, in quanto avrebbe portato ingenti nuove spese per la decarbonizzazione, più di quanto gli armatori sono già impegnati, e in alcuni contesti, come il cabotaggio, avrebbe portato, almeno in una fase iniziale, a un aumento delle emissioni. «La nostra posizione contraria è stata sempre chiara rispetto a questo nuovo sistema di tassazione, dal momento che rappresenterebbe nel trasporto marittimo un serio problema per le compagnie armatoriali, con il concreto rischio di chiusura di alcune linee di cabotaggio e di aumento dei costi operativi per le aziende nonché dei prezzi di alcuni collegamenti con le isole a danno della continuità territoriale», commenta Guido Grimaldi, presidente di Alis, associazione italiana delle aziende di autotrasporto e logistica. «Siamo pertanto soddisfatti - continua - che il Parlamento Europeo abbia accolto le istanze di Alis e abbia riconosciuto i potenziali danni ambientali ed economici che deriverebbero dall'applicazione dell'ETS nel settore marittimo, e soprattutto il violento rischio di un vero back shift modale e di un salto indietro di trent'anni, facendo tornare milioni di camion all'anno sulle autostrade italiane ed europee, con il conseguente aumento delle emissioni di CO2 di almeno il 70 per cento ed un incremento dei costi di esternalità derivanti ad esempio dall'aumento dell'incidentalità. Ora auspichiamo - conclude Grimaldi - che i prossimi lavori autunnali della Commissione Ambiente del Parlamento europeo confermino l'esclusione dal sistema ETS delle autostrade del mare e delle linee di cabotaggio insulare, che collegano le isole in Italia e in tutta Europa, continuando a sostenere le imprese nel percorso di sostenibilità economica ed ambientale».

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