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25 settembre 2020, Aggiornato alle 17,23
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Panama, l'Autoridad blinda il progetto

Asse con la Camera di Commercio contro la richiesta di costi aggiuntivi per 1,6 miliardi di dollari da parte del consorzio che lavora all'ampliamento (tra cui figura anche Impregilo)


di Paolo Bosso 

Dopo una settimana di stop, il canale di Panama potrebbe riprendere i lavori di ampliamento, anche se le due parti in guerra, l'autorità del canale (Autoritad del Canal de Panamà, Acp) e il responsabile della progettazione ed esecuzione dei lavori, il Grupo Unidos por el Canal (Gupc, consorzio formato dalla spagnola Sacyr Vallehermoso, dall'italiana Salini Impregilo, dalla belga Jan De Nul e dalla panamense Constructora Urbana), non hanno ancora raggiunto un accordo. L'hanno raggiunto invece l'amministratore dell'Autoritad, Jorge Luis Quijano, e la Camera di Commercio di Panama (Câmara de Comercio, Industrias y Agricultura) che hanno creato un blocco compatto contrario a riconoscere a Gupc un costo aggiuntivo ai lavori di ampliamento del canale di ben 1,6 miliardi di dollari, dovuti secondo il consorzio a impreviste condizioni geologiche che avrebbero fatto lievitare di parecchio i costi. Gupc vorrebbe arrivare ad un accordo di co-finanziamento al 50%, rivendicando anche un credito nei confronti dell'Autoritad pari a 50 milioni di dollari.
Quijano ha sempre tenuto «le porte aperte per una soluzione ragionevole nell'ambito del contratto», quindi escludendo alla base alcuna concessione relativa ad un innalzamento di questa portata dei costi, decisamente fuori l'accordo contrattuale.
I lavori di ampliamento del canale di Panama consentiranno di raddoppiarne la capacità entro il 2025 grazie alla creazione di due nuove serie di chiuse parallele a quelle esistenti e a due nuovi canali di accesso. I lavori sono iniziati nel 2007 dopo uno studio durato cinque anni e un referendum che ha detto sì all'ampliamento con il 75% dei voti. Sono stati divisi in due fasi. La prima riguarda le chiuse, la seconda i canali di accesso e l'allargamento del canale. La prima fase di sarebbe dovuta concludere quest'anno in occasione del centenario della nascita del canale artificiale, ma la data è stata spostata al 2015 dopo che una serie di interventi aggiuntivi hanno allungato i tempi. Ora, con il braccio di ferro tra l'Autoridad e Gupc, si rischia un ulteriore ritardo. Il gruppo assicurativo Zurich, garante del progetto, non ci sta a questo stallo e ha minacciato di abbandonare il progetto.
Quijano ha assicurato che la trattativa con Gupc è tuttora in corso, affermando di aver raggiunto telefonicamente i membri del consorzio e di aver già stabilito alcuni accordi, anche se non ha detto quali. Tenendo conto della discesa in campo della Câmara a difesa dell'Autoridad, difficilmente si tratterà di accordi relativi al rincaro da 1,6 miliardi.