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Infrastrutture

Palermo, riapre il porticciolo di Sant'Erasmo

Conclusi lavori per 2,4 milioni: nuova pavimentazione, alberi e telecamere, restituendo lo storico borgo di pescatori alla città

Il porticciolo di Sant'Erasmo

A Palermo riapre il porticciolo di Sant'Erasmo. Dopo un intervento di riqualificazione voluto dall'Autorità di sistema portuale della Sicilia occidentale, guidata da Pasqualino Monti, giovedì c'è stato il taglio del nastro da parte di Monti, del presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci, del sindaco di Palermo, Leoluca Orlando e del direttore marittimo della Sicilia occidentale, Roberto Isidori.

I lavori, iniziati a dicembre dell'anno scorso, sono costati circa 2,4 milioni di euro. «Un recupero che era un'urgenza - si legge in una nota dell'authority -, per dare continuità al "mare verde" del Foro Italico, per integrare i pescatori in un'area finalmente dignitosa, per riqualificare un angolo rilevante e delicato come quello che si allunga fino a Villa Giulia». Una riqualificazione simbolica, all'insegna del buon uso delle zone costiere urbano. È infatti uno spazio pubblico aperto che rispetta la memoria originaria e la storica funzione di porto dei pescatori. 

Il recupero del Sant'Erasmo rientra in un progretto di riqualificazione che include la parte restante del Foro Italico. Attualmente si stanno definendo i progetti architettonici per il camminamento sul mare, oltre a progettare il braccio di sopraflutto del porticciolo per una protezione dal maestrale.

«Palermo da anni s'interroga sul suo sviluppo urbanistico, impegnandosi a coniugare un fantastico tessuto preesistente di importanza monumentale con le esigenze determinate dallo sviluppo metropolitano», spiega Monti. «Il waterfront - continua - è oggi il punto più avanzato di queste riflessioni, perché è proprio attraverso interventi sulle borgate marinare che la nostra Authority propone la ricucitura urbanistica tra la città e il suo porto. Per questo ho sempre ritenuto fondamentale la riconnessione urbana dei porticcioli. La riqualificazione del porticciolo di Sant'Erasmo, con interventi a bassissimo impatto e strutture leggere, è stato tra i primi progetti che ho mandato avanti appena arrivato in Sicilia. Sono molto orgoglioso di aver raggiunto, in dieci mesi, questo obiettivo. Analogo lavoro si sta portando avanti anche all'Arenella e all'Acquasanta». 

«Se uno dei prossimi obiettivi dell'Autorità sarà quello di dotare il porto di Palermo della sua stazione marittima riqualificata, voglio sottolineare come la Regione siciliana abbia impegnato, e in parte speso, 104 milioni di euro per dotare di un terminal passeggeri ogni isola minore. Questa terra deve convincersi che, lavorando, ce la può fare», sottolinea Musmeci. La realizzazione del nuovo porticciolo di Sant'Erasmo si affianca, spiega Orlando, «a quello per il primo ostello sociale della città. Insieme renderanno questa parte della costa un nuovo polo di attrazione per i palermitani e i turisti, nel segno della riscoperta del mare come elemento vivo e vitale della città. Anche qui possiamo dire che la missione è compiuta». «È una fortuna per la Sicilia occidentale avere alla guida del suo sistema portuale un manager come Pasqualino Monti», commenta Isidori. «La riqualificazione di Sant'Erasmo – continua - è una importante risposta per restituire alla città quei fasti e quegli spazi che merita. Dove ci sono ordine e programmazione, le risposte arrivano e toccano diversi ambiti, dall'aumento dell'occupazione alla riduzione del degrado. Dobbiamo insistere su questa strada. La prossima tappa sarà quella di riqualificare la zona della'Arenella». 

La storia
II Piano di Sant' Erasmo, così denominato dalla toponomastica della città, è stato il più importante approdo fuori le mura, luogo di produzione di una cultura marinara oggi dispersa. Nei primi anni del Novecento, nella borgata di Sant'Erasmo prosperava la pesca del tonno. Nel Dopoguerra l'abbandono, fino a una decina di anni fa quando fu avviata dall'Autorità portuale di Palermo e dal Comune un processo di progressiva riqualificazione del waterfront. 
    
I numeri 
Area di progetto | circa 14 mila metri quadri
Pavimentazione | 6,000 mq
Verde | 1,500 mq
Edifici | 450 mq

Il progetto 
L'intervento non ha previsto opere a mare di dragaggio dei fondali o di protezione idraulico-marittima dell'invaso ma si è limitato a introdurre una nuova pavimentazione, a restaurare tratti di quella originaria in basole e a prevedere tre edifici con funzioni diversificate, restituendo la piena pedonalizzazione. Con la demolizione del distributore di benzina, attualmente sul marciapiede di via Messina Marina, ci sarà spazio per una ciclabile da riconnettere al Foro Italico. La quota del calpestio della via Padre Messina è stata connessa a quella del giardino del Foro Italico, attraverso una superficie verde: qui il traffico sarà limitato solo ai mezzi di servizio e in ingresso all'edificio di Padre Messina. 

Sono stati riutilizzati i materiali originali con le vecchie basole o con il riuso del billiemi per tutte le nuove pavimentazioni. È stata decuplicata la quantità di verde e di alberatura, che nella zona meridonale servirà ad assorbire i rumori provenienti da via Messina Marine. È stato demolito il padiglione De Ciccio, in uso al Convento di Padre Messina, sostituito da un altro più piccolo destinato dove dovrebbe insediarsi un locale. L'area è sorvegliata da 30 telecamere a circuito chiuso, l'illuminazione è a led e c'è un impianto per il recupero dell'acqua piovana.

Edificio A
Il principale edificio del nuovo intervento è posto sul sedime del demolito Padiglione De Ciccio, è di volumetria ridimensionata, su un'unica elevazione fuori terra con un terrazzo praticabile direttamente connesso attraverso una scala dalla quota della banchina. Nella porzione verso mare, l'edificio ospita al piano terra un punto ristoro-club house e i servizi igienici; al primo piano invece trova spazio un ampio pergolato. Una scala e un ascensore connettono internamente le due quote dell'edificio che è scomponibile in due porzioni: oltre a quella appena descritta, una seconda, al piano terra, è destinata a spazio polivalente. Tra questi due blocchi è stato disposto un cortile a cielo aperto. La struttura portante dell'edificio è intelaiata in acciaio. 

Edificio B (urban centre)
Nella porzione meridionale del porto, sulla via Messina Marine, è stato predisposto un edificio a un'unica elevazione fuori terra. Questo piccolo padiglione ospiterà attività e funzioni miste, la principale delle quali sarà volta alla promozione dei progetti per il waterfront di Palermo. Un piccolo urban centre della costa urbana aperto alla collettività, luogo di scambio e discussione. Anche qui, la struttura portante dell'edificio è intelaiata in acciaio. 

Edificio C
È occupato da un piccolo punto ristoro nella porzione prossima alla scala che collega la quota della passeggiata del Foro Italico al porticciolo di Sant'Erasmo. II piccolo edificio, in prossimità della scala che collega la quota della passeggiata del Foro Italico al porticciolo di Sant'Erasmo, offre un punto di ristoro in una zona priva attualmente di ogni tipo di servizio. II chiosco avrà un piccolo pergolato sotto il quale verranno ospitati tavoli per le consumazioni. La struttura portante dell'edificio è intelaiata in acciaio.

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