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12 luglio 2020, Aggiornato alle 08,32
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ONG Shipbreaking: "Cantieri Ue sufficienti per le demolizioni"

Per l'associazione che si batte in difesa dell'ambiente e dei lavoratori, gli armatori fanno pressione per mantenere il riciclaggio sub-standard delle navi


I venti cantieri di riciclaggio delle navi attualmente approvati dall'Unione europea avranno una capacità sufficiente per gestire la domanda delle navi battenti bandiera dell'Ue che devono essere demolite, come dimostra una nuova analisi della Ong Shipbreaking Platform. L'industria navale però, spiega l'associazione, sta facendo pressione per ritardare l'attuazione del regolamento o aggiungere strutture sub-standard affinché i cantieri a basso costo al di fuori dell'Ue, con condizioni di lavoro pericolose e standard ambientali inadeguati, siano aggiunti all'elenco comunitario delle strutture approvate, che entrerà in vigore il 1 ° gennaio 2019. Ma l'attuale elenco Ue, ribadisce Shipbreaking, può ospitare i numeri e le dimensioni delle navi battenti bandiera dell'Ue che vengono rottamati ogni anno.

"Le richieste di capacità degli armatori sono una chiara falsa pista – dichiara Ingvild Jenssen, direttore di Shipbreaking Platform –. Esistono alternative alla spiaggia di navi di fine vita. Non si possono accettare i ridotti standard di sicurezza sul lavoro e di protezione ambientale che consentono a molti cantieri non autorizzati di operare a basso costo".