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09 luglio 2020, Aggiornato alle 15,41
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Nuovo collegio sindacale per Fincantieri

L'assemblea approva il bilancio di esercizio 2019 con 151 milioni di euro di utile. Gianluca Ferrero presidente del sindacato

(Fotogramma)

Si è riunita oggi a Trieste l'assemblea ordinaria di Fincantieri che ha approvato il bilancio di esercizio 2019 (per l'ennesimo anno consecutivo, da record), rinnovato il collegio sindacale e aggiornato i criteri di azionariato e renumerazione (il gruppo navalmeccanico è quotato sulla Borsa italiana).

Com'è già stato annunciato qualche mese fa, l'utile è stato di circa 151 milioni (per un approfondimento, continuate a leggere qui). Risorse che andranno a riserva straordinaria, tranne per il 5 per cento, che andrà in riserva legale.

Collegio sindacale
L'assemblea di Fincantieri ha provveduto alla nomina del collegio sindacale che rimarrà in carica fino al bilancio di esercizio del 2022. Presidente è Gianluca Ferrero; sindaci effettivi sono lo stesso presidente, Rossella Tosini e Pasquale De Falco; sindaci supplenti sono Alberto De Nigro, Valeria Maria Scuteri e Aldo Anellucci. Ferrero ed De Nigro sono stati tratti dalla lista di minoranza numero 2 presentata dall'azionista Inarcassa, mentre Rossella Tosini, Pasquale De Falco, Valeria Maria Scuteri e Aldo Anellucci sono stati tratti dalla lista risultata prima per numero di voti, presentata dall'azionista di maggioranza Cdp Industria.

Azionariato
L'assemblea ha inoltre approvato la proposta di autorizzazione all'acquisto e alla disposizione di azioni proprie, per un periodo che va dal primo gennaio 2021 (ovvero dalla diversa successiva data in cui sarà cessato il divieto previsto dalle disposizioni speciali emanate per fronteggiare l'emergenza conseguente al COVID-19) al 9 dicembre 2021, per un ammontare massimo di azioni non superiore alla quinta parte del capitale sociale della società Fincantieri. La disposizione di azioni proprie è stata autorizzata senza limiti temporali. Gli acquisti e gli atti di disposizione dovranno essere effettuati ad un prezzo che non si discosti in diminuzione o in aumento per più del 10 per cento rispetto al prezzo di riferimento rilevato sulla Borsa italiana.