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06 maggio 2021, Aggiornato alle 16,00
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Infrastrutture

Nuovo bacino a Palermo, Fincantieri ottiene la concessione

Firmato l'atto tra l'ad Giuseppe Bono e il presidente del porto di Palermo, Pasqualino Monti. Prossimo passo, la costruzione di una struttura da 150 mila tonnellate

Pasqualino Monti, presidente dell'Adsp di Palermo, e Giuseppe Bono, ad di Fincantieri

Lunedì, nella sede Fincantieri a Roma, Pasqualino Monti, presidente dell'Autorità di sistema portuale della Sicilia occidentale, e Giuseppe Bono, amministratore delegato di Fincantieri, hanno firmato l'atto di concessione demaniale per la creazione nel porto di Palermo di un nuovo polo navaleccanico gestito dal gruppo italiano.

La concessione dura fino al 2057 e consentirà, spiega Monti, «la costruzione del bacino da 150 mila tonnellate per la cui realizzazione l'Authority ha già assegnato uno stanziamento di 120 milioni di euro». Inoltre, si realizza un vecchio sogno di Palermo, quello di tornare a essere un centro cantieristico anche per la costruzione di nuove navi. Si riqualifica un zona, industrializzandola, liberandola, commenta Monti, «da vecchie servitù e completamente affrancata dal degrado in cui versava. Stiamo consegnando la cassa di colmata e anche il dragaggio è quasi ultimato».

L'accordo genererà importanti cambiamenti nelle infrastrutture della zona destinando un'area estesa, oggi composta da un bacino d'acqua e da piazzali, alla creazione di un bacino per la costruzione di navi, accanto alle attività di riparazione e trasformazione. Un accordo, sottolinea l'Adsp, che rappresenta un'eccezione nel quadro dei rapporti fra impresa e istituzioni, imponendo quel cambio di passo che Palermo attendeva da anni.

La sfida ora è per la realizzazione del bacino di carenaggio in tempi accettabili. Per questo, Monti chiede al governo di dare un'accelerata burocratica. A termini di concessione, Fincantieri si è impegnata a utilizzarlo in funzione dual use, cioè anche per le nuove costruzioni.