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30 ottobre 2026, Aggiornato alle 16,00

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Infrastrutture

Nel porto di Ravenna si sperimenta l'approdo di navi con pescaggio fino a 11 metri

Le unità più grandi accolte dallo scalo romagnolo hanno una capacità di carico nettamente superiore


Il porto di Ravenna compie un nuovo passo verso l'aumento della propria capacità operativa. È entrata in vigore il 20 ottobre l'ordinanza n. 139/2026 della Capitaneria di porto, che autorizza in via sperimentale l'approdo di navi con pescaggio fino a 11 metri presso cinque banchine dello scalo: Bunge, Italterminali, Marcegaglia Vecchia, Eurodocks e Trattaroli Ovest. La misura non costituisce un'autorizzazione generalizzata: gli accosti sono subordinati all'idoneità dei fondali e al rispetto di precise condizioni di sicurezza.

Le manovre delle navi con pescaggio fino a 11 metri sono consentite in orario diurno, con marea favorevole e con due piloti a bordo. Il doppio pilotaggio risponde alla necessità di assicurare un controllo accurato dell'allineamento durante l'ingresso nella canaletta esterna, in attesa dell'installazione delle boe di segnalazione. La decisione è arrivata dopo l'esito positivo delle manovre effettuate con navi aventi il massimo pescaggio precedentemente consentito e al termine del confronto tra Capitaneria e Autorità di Sistema portuale. Si tratta del quarto provvedimento consecutivo adottato nell'ultimo anno per incrementare l'operatività dello scalo.

L'aumento del pescaggio consentito può tradursi in un vantaggio concreto per i traffici. Secondo una stima richiamata dal Comune di Ravenna, 20 centimetri in più possono permettere a una nave lunga 200 metri di imbarcare oltre 1.500 tonnellate di merce aggiuntiva. L'incremento effettivo dipende naturalmente dalle caratteristiche dell'unità e dalla tipologia del carico, ma il dato evidenzia il potenziale beneficio per l'efficienza dei trasporti e la competitività dei terminal.

Il provvedimento è legato agli interventi di dragaggio e di adeguamento delle banchine realizzati nell'ambito della prima fase del progetto Ravenna Port Hub, il programma infrastrutturale promosso dall'Autorità di Sistema portuale del Mare Adriatico centro-settentrionale. Il piano prevede, tra gli interventi principali, l'approfondimento dei fondali del canale marino e dell'avamporto fino a 13,50 metri e del Canale Candiano fino a 12,50 metri, oltre all'adeguamento strutturale di banchine esistenti e alla realizzazione di nuove infrastrutture per i traffici containerizzati.

«Grazie alla realizzazione degli interventi di dragaggio e di adeguamento delle banchine previsti dalla prima fase del grande progetto Ravenna Port Hub, nel quale l'Autorità di Sistema Portuale è impegnata da anni, può ora avere avvio questa sperimentazione che consente al nostro porto di accogliere navi di maggiore pescaggio e con una capacità di carico nettamente superiore, rispondendo concretamente alle esigenze dei mercati globali e delle moderne catene logistiche», ha dichiarato il presidente dell'Autorità portuale dell'Adriatico Centro-Settentrionale, Francesco Benevolo.

L'obiettivo successivo resta il raggiungimento dei 12,5 metri nei tratti interessati dal programma di approfondimento. L'attuale autorizzazione sperimentale, tuttavia, non equivale ancora a un'estensione permanente del pescaggio: l'installazione delle boe lungo la canaletta esterna, prevista secondo la stampa locale all'inizio del 2027, consentirà di migliorare il sistema di segnalamento e di valutare gli esiti della sperimentazione in vista di eventuali ulteriori modifiche alle regole di accesso.

La Capitaneria di porto, guidata dal comandante Maurizio Tattoli, ha sottolineato che l'evoluzione delle regole sugli accosti procede parallelamente ai lavori di approfondimento dei fondali e alle valutazioni operative svolte con i servizi tecnico-nautici. Il principio resta quello di accompagnare lo sviluppo dello scalo mantenendo prioritaria la sicurezza della navigazione.

Il passaggio agli 11 metri rappresenta quindi un risultato operativo intermedio nel percorso di potenziamento del porto ravennate: una maggiore capacità potenziale di carico per le navi ammesse, in attesa del completamento degli interventi infrastrutturali e della verifica delle condizioni necessarie per rendere eventualmente stabile il nuovo limite.

Tag: porti - ravenna