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10 agosto 2020, Aggiornato alle 10,19
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Logistica

Navigazione autonoma, Rotterdam la studia con un laboratorio galleggiante

L'Authority sta valutando le opportunità offerte dal controllo remoto dei mezzi portuali


L'Autorità portuale di Rotterdam punta sullo sviluppo della navigazione autonoma in ambito portuale. Proprio in questi giorni si sta adoperando per convertire una motovedetta in un laboratorio galleggiante dotato di telecamere, sensori e apparecchiature di misurazione per ottenere dati sulle condizioni meteorologiche e marine e sull'attività e sulla propulsione dell'imbarcazione con l'obiettivo di esaminare le opportunità offerte dalla navigazione nelle acque dello scalo con controllo remoto. Il laboratorio galleggiante sarà utilizzato anche per sperimentare l'uso delle apparecchiature per altre applicazioni, come ad esempio l'utilizzo delle telecamere per l'ispezione delle opere murarie delle banchine o per il rilevamento di oggetti in acqua. 

"Il nostro ente - ha spiegato il direttore operativo dell'Authority, Ronald Paul - sta costantemente prendendo in esame le modalità per rendere lo scalo ancora più sicuro, efficiente e migliore. Collaborando con altri, mettendo anche a disposizione i nostri dati, ci proponiamo di promuovere lo sviluppo di nuove tecnologie e di studiarne l'impatto sul porto e sulle infrastrutture portuali. Prevediamo che l'introduzione della navigazione autonoma aumenterà ulteriormente la sicurezza e l'accessibilità del porto di Rotterdam e, inoltre, costituirà un aiuto efficace per i comandanti delle navi e per i controllori del traffico marittimo".
 

Tag: porti