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Cultura - Eventi

Mezzo secolo di Les Rencontres de la Photographie

Il più importante festival di fotografia d'Europa compie cinquant'anni. "Corpi" e "confini" al centro di questa edizione, che quest'anno ripercorre la sua storia

© Martin Parr

di Patrizia Varone

Il festival della fotografia più seguito al mondo è in corsa per compiere i suoi primi cinquant'anni. Il primo luglio Les Rencontres de la Photographie di Arles, in Francia, entra nel pieno dei festeggiamenti con una notte intera dedicata al suo compleanno, per continuare le celebrazioni durante tutta la prima settimana con un carico di appuntamenti con autori noti, inaugurazioni di mostre, letture di portfolio e presentazioni di libri.

Come al solito il programma del festival, che chiuderà il 22 settembre, è vasto e inonderà la cittadina del sud della Francia dalle radici romane. Arles, con le sue bellezze cariche di storie, fin dalla prima edizione ha affascinato i visitatori. E l'intuizione di realizzare - da parte del fotografo Lucien Clergue, lo storico Jean-Maurice Rouquette e lo scrittore Michel Tournier, i creatori dei Rencontres -, proprio nella cittadina della Camargue, nel 1970, un appuntamento annuale che offrisse un'immersione totale nel mondo della fotografia, si è dimostrata nel tempo essere quanto mai geniale.

La prima edizione ha visto tre mostre principali che sottolineavano, prima di tutto, che la fotografia è un'arte, ripercorrendo la storia del mezzo fotografico e dedicando due monografie a Gjon Mili e Edward Weston. Quella prima fase dei Rencontres è stata caratterizzata dalla scoperta delle nuove modalità di espressione della fotografia e la manifestazione è cresciuta con questa peculiarità fino alla fine degli anni '80. Nel cinquantenario dei Rencontres verrà riproposta la mostra di Weston così com'è stata presentata nel 1970, e le sue foto si confronteranno con le prime opere di Lucien Clergue, di cui è stato ispiratore e maestro.

© AnnieLeibovitz
© AnnieLeibovitz
 
Breve storia di Les Rencontres
Dal 1986 al 2001 i Rencontres sono stati un evento unico nel panorama internazionale della fotografia, trasformandosi un evento istituzionalizzato. Dal 2002 al 2014 la direzione di François Hébel ha aperto a una molteplicità di curatori e prolungato la durata del festival moltiplicando il numero di esposizioni e di eventi collaterali. La scelta si è rivelata vincente perché nel 2011 i visitatori dei Rencontres sono cresciuti esponenzialmente. Dal 2015 al 2019 le evoluzioni della fotografia viaggiano nell'ambito dell'interdisciplinarietà, mostrando come questo dialogo sia possibile anche laddove non è pensabile. In questo modo il festival diventa un incubatore culturale dove anche i giovani autori trovano la propria collocazione.

I Rencontres, nella loro storia di mezzo secolo, hanno raccolto opere di Martin Parr (immagine 1), Annie Leibovitz (immagine 2), William Eggleston, Franck Horvat, Joel Meyerowitz, Stephen Shore, Willy Ronis, David Hockney, Nan Goldin, Andres Serrano, Pierre e Gilles, Bogdan Konopka, Joan Fontcuberta, Grete Stern, Lee Friedlander, Lillian Bassman, Sophie Calle, Lucien Clergue (immagine 3) e Fréderick Sommer, Tina Modotti, Garry Winogrand (immagine 4), Luc Delahaye, Stéphane Couturier, Raymond Depardon, Josef Koudelka, Lise Sarfati (immagine 5), Françoise Huguier, Sabine Weiss (immagine 6), Duane Michals, Amos Gitai. Una collezione che vanta oltre 3,300 opere conservate nel Museo di Reattu, e, da quest'anno, indicizzate digitalmente per essere messe in rete.

L'edizione di quest'anno
L'anima del festival, nonostante il mezzo secolo d'età, rimane quello di guardare al domani, ossia capire il presente e intuire e annunciare le tendenze future del medium più diffuso. Scoprire la nuova generazione di fotografi è il punto focale di questa edizione. Infatti, oltre alle mostre storiche, saranno proposte nuove sequenze all'interno di un programma che vede sviluppare quattro temi principali:
• Mon Corps est Une Arme
• À la Lisiére
• Habiter

• Relecture
Temi che provano a guardare il mondo che stiamo vivendo e i grandi sconvolgimenti che lo attraversano, dove l'immagine occupa sempre più una posizione centrale.

Le altre sezioni del programma generale dei Rencontres, sono:
• L'autre photographie
• Construire l'image
• Les plateformes du visible
• Emergences
• Happy Birthday!
• Le Invités
(tra questi, l'Arab Image Foundation).

© Lise Sarfati
© Lise Sarfati

Manca la fotografia africana, cosa che ha sollevato qualche polemica, anche se ci sono i Les Rencontres de Bamako in Mali; l'Addis Foto Fest in Etiopia e il LagosPhoto in Nigeria, manifestazioni che affermano, oramai, che la fotografia è il linguaggio d'espressione artistico più utilizzato del continente africano, vantando autori di qualità come la sudafricana Zanele Muholi, il marocchino Hassan Hajjaj e il camerunense-nigeriano Samuel Fosso.

Comunque sia, questa del 2019 si annuncia essere una edizione eccezionale. Andremo a vederla e la racconteremo! 

Intanto: buon cinquantesimo Les Rencontres de la Photographie d'Arles!.