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Porto di Napoli
16 novembre 2018, Aggiornato alle 11,30
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Mega navi da crociera, la crescita infinita

Il gigantismo nel settore passeggeri lascia molte domande senza risposta sulla sicurezza. La riflessione di Silvestro Sannino


di Silvestro Sannino - DL News

 

Finito il gigantismo navale nel campo del crude (trasporto greggio, ndr), per ragioni di geografia e di politica della produzione petrolifera, è cominciata, proprio dall'autunno del trasporto del greggio, la corsa al gigantismo nelle navi da crociera. Si sono realizzati alveari galleggianti con capienze di 3000 e poi 4000 e poi 5000 passeggeri crocieristi. Le navi sono degli alberghi galleggianti e non si comprende bene il motivo di questa gara al rialzo. Le ragioni dell'economia, si dirà. La crociera è un termine che attira e penetra sempre più in tutti gli strati sociali. Si sente spesso persone che oltre a discettare di calcio, canzoni e amenità simili, sono ad enumerare il numero di crociere sperimentate, custodite nel proprio carnet e gli itinerari futuri previsti. Bontà loro.

 

Il paradiso è a portata di mano, meglio prenderlo, ghermirlo. E poi con tanta bella gente tutta assieme: la gioia della folla, della moltitudine, delle adunate oceaniche. Siamo in tema, siamo sul mare. Prima che un certo Aristotele affermasse che l'uomo è un "animale sociale" si era già scoperto che lo stare assieme è un vezzo, un ricercato naturale, attraente, coinvolgente. Si sono inventate le feste, i mercati, i templi, i circhi, i santuari, i pellegrinaggi, i ritrovi, i concerti, gli stadi; insomma ogni pretesto per affermare il dicto: meglio insieme che poco accompagnati.

 

Ma la nave da crociera opera sul mare. Il mare può riservare sorprese di ogni tipo ed in ogni momento. La tecnologia non è in grado, e forse non lo sarà mai, di realizzare sistemi ad affidabilità certa. Poi quando il mare si sveglia, si scatena, anche le navi più grandi sono come dei fuscelli. La Concordia che nel mese di novembre 2008 vaga alla deriva nel porto di Palermo, con due minuscoli rimorchiatori che non riescono a tenerla, è un grave monito che non va dimenticato.

 

E quindi chi è che può stabilire che una nave con 6000 persone a bordo può garantire la sicurezza di tutti in un incidente, in una emergenza imprevista senza contare possibili attentati di tipo terroristico? E' il gigantismo delle navi da crociera è un processo ineluttabile, irreversibile? Chi lo stabilisce e chi ne garantisce un ragionevole livello di affidabilità e di sicurezza in un epoca in cui se manca per qualche ora la corrente elettrica o l'acqua corrente la gente rimane smarrita, senza alcuna capacità di adattarsi alla situazione contingente?