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30 ottobre 2020, Aggiornato alle 15,27
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Infrastrutture

Mauritius, rimossa la gran parte del greggio dalla Wakashio

Il mercantile, che si è spezzato in due sabato, è quasi del tutto ripulito. Ora l'operazione si concentra sulla rimozione del relitto e del petrolio sparso nel Blue Bay Marina Park

(IMO/Flickr)

Continua l'operazione di rimozione e pulizia della petroliera Wakashio, incagliata da quasi un mese all'isola di Mauritius. Sabato scorso, 15 agosto, il mercantile si è spezzato in due, rendendo più complicata la rimozione del greggio e il contenimento dei danni ambientali.

Nonostante questo, l'International Maritime Organization (IMO) spiega che prima della rottura la maggior parte del petrolio a bordo è stato rimosso. Si stima che siano state estratte circa 3 mila tonnellate di carburante e alcuni residui rimangono nella sezione di poppa. Wakashio si è incagliata il 25 luglio al largo del parco naturale di Pointe d'Esny, sulla costa sud-orientale di Mauritius, iniziando a perdere petrolio a causa anche delle condizioni meteo. A bordo avrebbe avuto, fino alla rimozione, 3,894 tonnellate di carburante a basso tenore di zolfo - quello che usano dal primo gennaio di quest'anno tutte le navi mercantili del mondo - oltre a 207 tonnellate di diesel e 90 tonnellate di olio lubrificante.

Il fulcro delle operazioni si è spostato ora sulla rimozione della nave e sul recupero del petrolio galleggiante, inclusa la pulizia delle spiagge. L'area interessata comprende il Blue Bay Marina Park, l'Ile aux Aigresse e i siti di Ramsar. Kitack Lim, segretario generale dell'IMO, ha ringraziato «tutti coloro che sono stati coinvolti per sostenere il governo di Mauritius per mitigare la fuoriuscita di petrolio. Attendo i risultati completi dell'indagine».

Wakashio è una petroliera di una certa grandezza. Costruita nel 2007, ha una stazza lorda di oltre 100 mila tonnellate e una lunghezza di quasi 300 metri, il che la classifica come large range 2.

Sono tanti i soggetti coinvolti in un'operazione di questa portata. Oltre all'armatore e agli organismi internazionali, coordinati dall'ONU, c'e anche la International Tanker Owners Pollution Federation. La società incaricata dall'armatore per supervisionare il salvataggio è la SMIT Salvage, che si è occupata, tra le altre cose, anche del recupero del relitto di Costa Concordia tra il 2012 e il 2014.

Wakashio dispone di un'assicurazione obbligatoria ai sensi della Bunkers Convention del 2001 che copre i danni materiali e le richieste di risarcimento per inquinamento, nei limiti della legislazione nazionale interessata.

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