|
napoli 2
19 settembre 2020, Aggiornato alle 22,47
intersped 2

Informazioni MarittimeInformazioni Marittime

unitraco2
Armatori

Marittimi tra lavoro e burocrazia

Silenzio sulla sorte della gente di mare nella palude amministrativa che ipoteca il futuro. L'opinione di Decio Lucano 


di Decio Lucano - DL News 

Quando un galantuomo come il comandante Giovanni Lettich, presidente nazionale del Collegio nazionale capitani lc e dm, scrive nel suo editoriale di Vita e Mare di luglio-agosto, (51 anni, l'unico giornale della gente di mare): "La guerra neanche tanto ‘fredda' a cui abbiamo insistito impotenti negli ultimi mesi, inscenata principalmente da due primarie compagnie do navigazione nazionali su un piccolo dettaglio che va cambiato nella legge italiana riguardante il Registro internazionale e tutto il seguito mediatico ossequioso a cui ci siamo assuefatti, ha avuto forse il merito di confondere le idee su una questione molto più importante. Una problematica che rischia di spazzare nell'indifferenza generale migliaia di lavoratori. Si tratta delle difficoltà riguardanti l'implementazione di Manila 2010 nel nostro paese: i marittimi corrono il pericolo di perdere il lavoro, se non riusciranno a rinnovare in tempo i certificati professionali. Ma questa non dovrebbe essere anche la principale problematica dei nostri armatori… e dei nostri sindacati ?...".

A cinque mesi dalla scadenza delle attuali certificazioni professionali, la gente di mare si dibatte in una palude burocratica. D'accordo sulla "educazione permanente", un tempo vaticinata come soluzione professionale indispensabile, ma i protagonisti della Marina mercantile, Enrico Maria Puija e Stefania Moltoni, dirigenti del Mit, sono i soli a rappresentare e coordinare la materia nel disinteresse delle istituzioni, dei media (non sempre bene informati o disinteressati), in una congerie pubblica e privata di accademie, centri, moduli  che si moltiplicano lungo le coste della penisola. E i naviganti sono sempre più soli e discriminati. Quelli italiani ovviamente, perché i marittimi di mezzo mondo hanno dalla loro parte i governi che pensano a rendere efficaci i certificati in loro possesso, effettivi o fasulli non importa. E questa è storia.