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15 febbraio 2019, Aggiornato alle 17,35
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Marittimi, parte il progetto "Second Life" per trovare lavoro a terra

Iniziativa promossa da Fit-Cisl e sviluppata dall'Università di Genova


Il lavoro a bordo delle navi è duro. Non sorprende quindi che circa l'80% dei marittimi, dopo 10-15 anni in mare, vorrebbe sbarcare per trovare un impiego a terra, ma non sempre è facile valorizzare le competenze acquisite in navigazione nei contesti lavorativi tradizionali. Per questo la Fit-Cisl, in collaborazione con l'ITF (International Transport Workers' Federation), ha chiesto agli esperti dell'Università di Genova di ideare un software per sostenere la "seconda vita" dei marinai. 

È nato così il progetto "Second Life" mirato a comprendere come aiutare e accompagnare i lavoratori del mare nel loro passaggio dalla vita professionale di bordo a quella di terra. In una prima fase di analisi, il CIELI (Centro di Eccellenza sulla Logistica, i Trasporti e le Infrastrutture dell'ateneo ligure) ha sottoposto un questionario a circa 700 marittimi italiani. In base ai dati raccolti, emerge che l'83% degli intervistati, che erano quasi tutti maschi e con un età media di 36 anni, intende trovare lavoro a terra, ma solo il 23% ci è riuscito al momento.

Esistono quindi delle difficoltà oggettive, e i ricercatori del CIELI hanno messo a punto un software che potrebbe aiutare i marittimi a superarle: il sistema confronta le competenze del singolo lavoratore con quelle richieste dai profili terrestri, e individua le posizioni per la quali la coincidenza supera il 70%. Per queste figure vengono quindi indicate le carenze formative che il soggetto dovrebbe colmare per avere maggiori possibilità di assunzione.
 

Tag: lavoro - marittimi