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20 maggio 2022, Aggiornato alle 15,45
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Politiche marittime

Marittimi isolati e con scarsa assistenza. Lo studio del Lloyd's Register

Su un campione di 1,412 lavoratori, emerge un quadro preoccupante dove c'è disparità tra i servizi forniti (mascherine, vaccini e psicologo) e le aspettative

(IFA teched/Flickr)

Un nuovo rapporto di un gruppo di ricerca internazionale guidato dall'Università delle Filippine Visayas, finanziato dal Lloyd's Register Foundation, rivela quali interventi sono stati offerti ai marittimi durante la pandemia, quali sono stati i più preziosi e quali quelli mancanti per la salute mentale di questi lavoratori.

Uno studio statistico basato su delle interviste a 1,412 marittimi (su circa un milione in tutto il mondo) e quello che emerge è un quadro preoccupante. C'è una disparità tra ciò che è stato fornito dalle compagnie marittime e ciò che i marittimi si aspettavano. Il marittimo già lavora in condizioni isolate ed esposte al logoramento fisico e mentale (come riconoscono le leggi internazionali) e nel corso della pandemia si è ritrovato ancora più isolato, affrontando tutta una serie di problemi che vanno dalla difficoltà di vedersi riconosciuto il vaccino all'impossibilità di accedere alle cure (incluso il vaccino) e di comunicare con la famiglia.

Il team, che comprendeva la World Maritime University e l'Università di Plymouth, ha identificato tutta una serie di interventi come parte dello studio pilota, di cui una metà forniti dai datori di lavoro e il resto da enti di beneficenza e di governo.

Dei 1,412 marittimi intervistati (di cui appena un terzo ha dichiarato di essere vaccinato), i filippini costituiscono la maggioranza, il 67 per cento, i cinesi (8%) la minoranza, in mezzo ci sono marittimi provenienti da Brasile, India, Giamaica, Giappone e Regno Unito. L'età media degli intervistati era di trent'anni e il 96 per cento è maschio. Più della metà degli intervistati (67%) aveva contratti a tempo indeterminato. 

Quasi l'80 per cento ha affermato che l'intervento più comune fornito dai datori di lavoro durante la pandemia sono stati gli aggiornamenti regolari sui cambi di equipaggio, di cui solo il 57 per cento sono stati tempestivi, secondo il campione. Inoltre, appena il 53 per cento dei marittimi ha ritenuto sufficiente e di qualità la fornitura di mascherine e guanti.

Le richieste principali dei marittimi sono state due, la comunicazione con la famiglia (l'87 per cento degli intervistati) e la vaccinazione prioritaria (77,6%). 

Facilitare il cambio tempestivo dell'equipaggio è stato indicato dal 79 per cento dei marittimi come l'azione più utile che un datore di lavoro potrebbe fornirgli, mentre il 68 per cento ha affermato che la fornitura di un sostegno familiare immediato sarebbe stata la seconda cosa più utile, ma appena il 21,9 per cento delle aziende di fatto lo ha fornito.

Dall'altro lato, oltre tre quarti degli intervistati hanno goduto di  un'atmosfera collegiale e positiva a bordo, di esercizio fisico (70%) e di una consulenza psicologica occasionale (70%).

Secondo Olivia Swift, senior program manager presso la Lloyds Register Foundation, «c'è una disparità tra ciò che è stato fornito e ciò che i marittimi si aspettavano in termini di salute mentale. Altre opzioni utili sarebbero state i servizi di cappellano portuale, un aumento della franchigia dati wi-fi e una riduzione delle ore di straordinario. Dobbiamo riconoscere che i marittimi sono prima di tutto gli esseri umani, poi i lavoratori e questo studio pilota mostra che sia le aziende che le altre parti interessate potrebbero fare di più per fornire supporto. Si spera che questi risultati siano di grande interesse e utili per gli enti di beneficenza marittimi e i datori di lavoro».

Per Sanley Abila, dell'Università delle Filippine, «nel complesso, le aziende dovrebbero migliorare i loro sforzi per sostenere la salute mentale e il benessere dei marittimi, specialmente durante le situazioni di crisi, con cambi tempestivi dell'equipaggio e sostegno familiare. I governi dovrebbero anche assicurarsi che i marittimi ricevano vaccini contro il COVID-19, dando loro la priorità come lavoratori essenziali o in prima linea».

I dati raccolti finora dal Lloyds Register Foundation  hanno contribuito anche a un nuovo rapporto sull'argomento da parte dell'Università di Yale, finanziato dalla Seafarers Hospital Society. La Lloyd's Register Foundation ha anche finanziato The SafetyTech Accelerator, con lo scopo di utilizzare le tecnologie digitali per una valutazione in tempo reale del benessere dei marittimi, consentendo interventi più tempestivi.

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Tag: marittimi - lavoro