|
Porto di Napoli
16 novembre 2018, Aggiornato alle 11,30
intersped

Informazioni MarittimeInformazioni Marittime

Armatori

Marittimi, in 50 mila senza imbarco

Ogni due giorni almeno 30 marittimi italiani cercano lavoro. Non sono competitivi, costando fino a quattro volte più di un non comunitario. Il dossier #SalviamoilFuturo di Vincenzo Onorato 


di Paolo Bosso (dal Corriere del Mezzogiorno del 29 maggio)

Sono 50 mila i marittimi italiani attualmente senza imbarco in Italia. Ogni due giorni almeno 30 marittimi cercano lavoro. Quasi tutti provengono dalla Campania, regione con un quarto dei giovani senza lavoro e 410 mila disoccupati (con punte del 40 per cento a Caserta e Benevento), in un continente con 6,3 milioni di neet. Riparte da queste cifre la battaglia di Vincenzo Onorato a favore dell'occupazione italiana. Il presidente di Mascalzone Latino, e patron del Gruppo Onorato (Moby e Tirrenia), ha presentato lunedì, al Molo Siglio di Napoli, #SalviamoIlFuturo, un dossier che aggrega i numeri degli ultimi anni - Istat, Eurostat, Bankitalia, Censis, tra gli altri - sull'occupazione giovanile in Italia. 

La Campania è la regione-culla dei marittimi italiani. «Solo a Torre del Greco abbiamo 105 mila matricole, di cui 40 mila attive», spiega Vincenzo Accardo dell'associazione locale Marittimi per il Futuro. Ma «c'è una vacatio nella normativa europea», spiega Onorato. «Faccio un esempio. Il viaggio Livorno-Bastia che opero con le mie navi potrebbe costarmi 70 mila euro l'anno per singolo marittimo se imbarcassi extracomunitari, invece mi costa 280 mila perché imbarco italiani». La legge di mercato è spietata e gli armatori puntano di conseguenza a risparmiare sul costo del lavoro, determinando una categoria professionale «di cui mi vergogno di farne parte, salvo poche eccezioni», sentenzia Onorato. Eppure, continua, «per dare lavoro agli italiani c'è la defiscalizzazione totale», ovvero la legge 30/98 che ha creato il Registro internazionale con il quale alle navi battenti bandiera italiana è concesso il regime forfetario della 'tonnage tax' e imposte del 20 per cento sul reddito.

Secondo Onorato, nefasto è stato l'accordo di 'triplice sindacale' del febbraio 2013 stretto con gli armatori, il quale «definire vergognoso è poco. Siamo al colmo dell'ipocrisia». Stando al verbale, riferisce Onorato, Confitarma (il Gruppo Onorato aderisce ad AssArmatori) concede ai sindacati un versamento di 190 euro per marittimo imbarcato comunitario ed extracomunitario, incentivando l'assunzione di «extracomunitari sottopagati», conclude Onorato.

Registro internazionale, questo sconosciuto - di Fabrizio Vettosi

Contro questa emorragia occupazionale il governo, nel 2016, ha approvato un emendamento (al ddl 2228, legge europea 2015, cosiddetto 'Cociancich') che limita i benefici fiscali del Registro internazionale alle sole navi che imbarcano equipaggi comunitari, cercando così di stimolare l'occupazione. La norma però deve essere approvata da Bruxelles e intanto, circa un anno dopo, i benefici del Registro internazionale, senza emendamento, sono stati inseriti dal Parlamento nella Legge Europea 2017 e potrebbero essere estesi a tutti gli armatori d'Europa.