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01 luglio 2022, Aggiornato alle 18,27
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Politiche marittime

Marittimi, Confitarma chiede deroghe sul super green pass

Ai lavoratori del sud-est asiatico dovrebbe essere consentito di lavorare con vaccini approvati dall'OMS (ma non dall'EMA), e a chi è già imbarcato bisognerebbe prorogare la scadenza del certificato verde

(IFA teched/Flickr)

L'obbligo del green pass rafforzato, o super green pass, sui luoghi di lavoro e la riduzione della sua validità complicherà ulteriormente la vita dei marittimi se non si interviene con delle proroghe e deroghe. Lo afferma Confitarma, commentando le ultime direttive del governo sulla pandemia, come l'obbligo del super green pass sui mezzi di trasporto a partire dal 10 gennaio e la riduzione della sua validità da nove a sei mesi. 

«Siamo preoccupati – afferma il presidente di Confitarma, Mario Mattioli - per le conseguenze che tali norme potranno avere sui lavoratori marittimi e sull'operatività delle nostre navi se non si terrà in debita considerazione la specificità del lavoro marittimo».

Le misure da prendere sono tre, secondo l'associazione degli armatori italiani: 

• una proroga ai marittimi chi si vedono scadere il green pass per via della riduzione del periodo di validità da 9 a sei mesi – a partire dal primo febbraio prossimo - ma sono ancora in mare e non possono materialmente provvedere; 
• una deroga per i marittimi non comunitari coperti da vaccini riconosciuti dall'Organizzazione mondiale della sanità ma non dall'Europan Medicines Agency, e quindi senza green pass. In altre parole, le compagnie di navigazione hanno bisogno di essere certi che i lavoratori del sud-est asiatico, la maggioranza dei marittimi, possano imbarcarsi o continuare a lavorare su navi battenti bandiera italiana coperti da altri vaccini, applicando le misure di prevenzione previste dall'allegato 28 del DPCM 2 marzo 2021, che prevede un tampone molecolare prima dell'imbarco;
• infine, deroga ai marittimi a cui è scattato l'obbligo del green pass ma sono ancora imbarcati. 

Alla base di queste richieste ci sono le Convenzioni internazionali, come quelle dell'International Labour Organization o dell'International Maritime Organization.

«Com'è evidente - conclude il presidente Mattioli - si tratta di tutelare e individuare soluzioni ad hoc per lavoratori che rischiano pesanti penalizzazioni da tali misure dalle quali potrebbero derivare straordinarie difficoltà operative per le navi. Ciò, non perché tali marittimi scelgono consapevolmente di non vaccinarsi ma semplicemente perché, in ragione della peculiarità del lavoro marittimo, hanno difficoltà obiettive ad effettuare le vaccinazioni e mantenere il Super Green pass o non hanno la possibilità di accedere ai vaccini approvati da EMA e AIFA».

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