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10 agosto 2022, Aggiornato alle 19,39
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Politiche marittime

Mancano 1,100 marittimi. Sindacati e armatori: "Collocamenti deserti"

In una lettera congiunta le associazioni di categoria denunciano una situazione che rischia di fermare i traghetti e bloccare i passeggeri

(IFA teched/Flickr)

Sono circa 1,100 i marittimi italiani e comuniari mancanti sui traghetti italiani. La domanda sui servizi di cabotaggio verso le isole italiane è molto alta d'estate e l'offerta particolarmente bassa, denunciano in una lettera congiunta i sindacati di settore Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti, e le associazioni armatoriali Confitarma e Assarmatori.

Leggi la lettera

«Le chiamate a tutti gli uffici di collocamento della gente di mare vanno deserti», spiegano le associazioni, e «purtroppo anche tutti i tentativi delle compagnie di navigazione di reperire i marittimi comunitari hanno avuto un esito quasi nullo». Una situazione strutturale da tanti anni ma che oggi, con l'ondata di contagi in corso, ha raggiunto numeri senza precedenti.

La figura professionale più ricercata, e con l'offerta più bassa, è il garzone e il piccolo da camera, di cui sono richieste almeno 283 persone. Seguono gli elettricisti (155), operai motoristi, meccanici e ottonai (140), cuochi (119) e gli addetti alle macchine (115).

«Tale mancanza di disponibilità – spiegano sindacati e armatori – rischia di determinare nel giro di breve tempo l'impossibilità per le compagnie di navigazione di rispettare le tabelle minime d'armamento», col rischio concreto che «le navi vengano fermate e una moltitudine di passeggeri, che hanno pagato il biglietto, non possano essere imbarcati, determinando gravissimi disagi ai cittadini che devono spostarsi da e per le isole maggiori e minori, nonché a tutti i turisti».

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