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18 settembre 2018, Aggiornato alle 16,23
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Armatori - Logistica

Maersk fa volare i droni per controllare i terminal

A Santiago e San Antonio, in Cile, sta utilizzando tecnologia a basso costo per rendere i centri logistici più sicuri


«Sapevo che l'industria mineraria stava avendo successo con i droni per la sicurezza, così abbiamo iniziato a provarlo». Da questo spunto, come racconta Hector Espinoza, direttore per l'America Latina del Container Operators di APM Terminals, è nata l'iniziativa del gruppo terminalistico di Maersk di utilizzare i droni per monitorare la logistica delle merci all'interno di due suoi terminal in Cile, a San Antonio e Santiago.

Sono chiaramente visibili, a volte sospesi a mezzaria, a volte in volo fino a 60 chilometri orari. Pesano pochi chili e sono grandi quanto un cane di piccola taglia. In tutto, tre droni ad alta tecnologia, dotati di gps, di una telecamera hd e di sensori notturni. Pattugliano i terminal in geofencing, cioè con un percorso preimpostato. Uno è impiegato a Santiago, due a San Antonio. Come riferisce l'armatore, serviranno da un lato a monitorare il flusso di lavoro per renderlo più efficiente, per esempio andando a individuare le zone morte, in secondo luogo per renderlo più sicuro, per esempio monitorando lo stato delle alte pile di container accatastati. «I nostri supervisori della sicurezza sono incaricati di mantenere le persone e le merci al sicuro, ma mettendosi vicino ai macchinari e alle pile di container sono i primi ad esporsi ai rischi più alti», spiega Espinoza.

La sperimentazione va avanti dal 2016 e da qualche mese sono ufficialmente operativi. Al di là dell'aspetto 'ispettivo' dello strumento del drone – l'armatore sottolinea la possibilità di poter controllare comportamenti inappropriati -, la tecnologia si rivela interessante per compiere al posto dell'uomo operazioni pericolose, come l'ispezione di gru e tetti. Per lo più, offrendo una visuale inedita, dall'alto. Le versioni precedenti avevano soltanto una telecamera, ora i nuovi modelli hanno sensori per il volo notturno e un altoparlante per comunicare con le persone a terra.

«I punti ciechi come le zone ad alta densità di container sono ora visibili con un colpo d'occhio», commenta Espinoza. Un pilota da terra segue con la telecamera montata sul drone lo stato del terminal, in una specie di torre di controllo da dove vengono segnalati gli interventi. Espinoza spiega che con l'introduzione del drone «la visibilità delle operazioni del terminal è migliorata notevolmente e i punti deboli come le zone di passaggio, le pile di container e i comportamenti inappropiati possono essere identificati all'istante». Una soluzione a basso costo per cercare di ottenere un significativo aumento della sicurezza in luoghi industriali – e sempre più automatizzati - come i terminal container. Se la sperimentazione è standardizzabile (ovvero efficiente e dai costi ammissibili) verrà presto introdotta in tutti i terminal di APM.

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