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Porto di Napoli
18 dicembre 2018, Aggiornato alle 16,30
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Infrastrutture - Logistica

Logistica sostenibile, a Trieste nuovo progetto europeo

Si chiama Smartlogi ed è co-finanziato dal Programma di Cooperazione Transfrontaliera Italia-Austria


Il porto di Trieste continua ad investire nel settore della progettazione europea. L'ultimo nato si chiama SMARTLOGI - "Logistica transfrontaliera sostenibile e intelligente", ed è un nuovo sistema destinato all'innovazione tecnologica al servizio dell'intermodalità, che vede capofila l'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale. Il progetto, che avrà una durata di 24 mesi e un budget di circa 1,3 milioni di euro, è co-finanziato dal Programma di Cooperazione Transfrontaliera Italia-Austria, ed è sviluppato in collaborazione con l'interporto di Fürnitz, l'Università di Klagenfurt, il GECT "Senza Confini", la Regione Veneto, l'Università IUAV di Venezia ed EURAC.


Finalità del progetto sarà quella di potenziare la cooperazione sia sul piano operativo che  istituzionale, riguardante le opzioni sostenibili del trasporto intermodale, al fine di diminuirne l'impatto sull'ambiente in termini di emissioni di gas inquinanti, Co2, e rumore sull'arco alpino, lungo l'asse del Brennero e quello di Tarvisio. In particolare, il porto di Trieste e il terminal austriaco di Fürnitz (Villacco) adotteranno una soluzione tecnologica condivisa per lo scambio di dati in tempo reale, in modo tale da rendere il trasporto ferroviario delle merci ancora più conveniente ed efficiente. Infine, sarà sviluppata una strategia replicabile anche in altri territori transfrontalieri.


Per il presidente Zeno D'Agostino, intervenuto all'evento di lancio del progetto, SMARTLOGI è particolarmente importante perché è il primo di una nuova serie di progetti focalizzati sullo studio di soluzioni innovative nel settore  intermodale. Ambito in cui il porto di Trieste è protagonista a livello nazionale, non solo per le performance conseguite in termini di traffico: 8.681 treni movimentati nel 2017 (+13,76% rispetto al 2016, +45,71% rispetto al 2015), ma anche sul fronte degli investimenti e delle politiche di rilancio future che vedono nella ferrovia il perno dello sviluppo logistico dello scalo.