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27 settembre 2021, Aggiornato alle 20,27
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Logistica

Logistica italiana variegata ma il flusso internazionale sprofonda

È al 26esimo posto per connessione generale, al 54esimo per profondità e al 15esimo per ampiezza. Lo studio DHL Global Connectedness Index 2020

(Hey Paul/Flickr)

Il commercio globale ha ripreso a crescere, trainato dalla spinta manifatturiera della Cina. La digitalizzazione anche continua a svilupparsi con la notevole crescita del traffico internet e del commercio elettronico. Mentre il trasporto delle merci a livello globale si è mantenuto ridimensionato ma costante, quello delle persone è crollato. I primi cinque Paesi del mondo per connessioni logistiche internazionali sono i Paesi Bassi, Singapore, il Belgio, gli Emirati Arabi e l'Irlanda. L'Italia invece è al 26esimo posto, anche se vanta un'ampiezza molto alta delle connessioni internazionali (quanto sono varie, invece di essere concentrate su poche destinazioni).

L'ultimo rapporto di DHL, Global Connectedness Index 2020, commissionato dal corriere tedesco e redatto da Steven A. Altman e Phillip Bastian della New York University Stern School of Business, presenta un'economia mondiale uscita trasformata più che sprofondata dalla pandemia. Dopo essersi mantenuto stabile nel 2019, gli esperti hanno previsto un abbassamento significativo dell'indice di globalizzazione nel 2020 a causa degli effetti dell'emergenza sanitaria, le cui cause principali si riconducono alle frontiere chiuse e ai divieti di spostamento. Nonostante tutto, l'Italia ha avuto un ruolo fondamentale e sta vivendo oggi una fase di ripresa.

Lo studio incrocia oltre 3,5 milioni dati e analizza i flussi internazionali del commercio, dei capitali, delle informazioni e delle persone in 169 tra nazioni e territori in un periodo che va dal 2001 al 2019.

Le merci circolano, le persone no
Secondo le ultime previsioni delle Nazioni Unite, il numero di persone che viaggiano all'estero è calato del 70 per cento e i modelli previsionali indicano un ritorno a livelli pre-pandemia del turismo non prima del 2023. Al contrario, il commercio, i capitali e il flusso di informazioni hanno tenuto sorprendentemente bene: dopo un netto tracollo all'inizio della pandemia, il commercio internazionale è rimasto e rimane un nodo vitale per le economie di tutto il mondo. I flussi di capitale sono stati colpiti più duramente con un calo previsto tra il 30 e il 40 per cento degli investimenti diretti esteri, ovvero il riflesso concreto delle aziende che vogliono comprare, costruire o reinvestire in operazioni all'estero. Le risposte dei governi e delle banche centrali hanno aiutato però a stabilizzare i mercati.

I Paesi Bassi sono il Paese più connesso al mondo, Singapore guida la classifica sui flussi internazionali rispetto all'attività economica interna, ma nessun Paese vanta una distribuzione dei flussi più globale di quella del Regno Unito. L'Europa è il continente più globalizzato in termini di flussi commerciali e di persone, con 8 delle 10 nazioni in testa alla classifica situate all'interno del territorio. Per quanto riguarda il flusso di informazioni e di capitali, il Nord America guida l'indice 2020. 

L'Italia, al 26esimo posto della classifica DHL Global Connectedness Index 2020, stando ai dati 2019 trae il suo punto di forza nella distribuzione variegata dei flussi internazionali. È al sesto posto per afflusso di studenti stranieri, immigrati e turisti. Il discorso cambia se si guarda da un lato ai grandi flussi internazionali rispetto all'economia interna, quello che viene definito profondità; dall'altra ai flussi internazionali distribuiti a livello globale, l'ampiezza. In termini di profondità l'Italia è al 54esimo posto, con un miglioramento di 6 punti in classifica rispetto al 2017. L'Italia si colloca al 15esimo posto per ampiezza logistica dei flussi commerciali, mentre ad essere particolarmente elevato è il flusso di informazioni che la piazza seconda in classifica.

«Le supply chain globali e le reti logistiche giocano un ruolo essenziale per far girare l'economia mondiale e stabilizzare la globalizzazione, soprattutto in un momento di crisi. Questo ci ricorda la necessità di rimanere preparati per affrontare qualsiasi sfida. La scoperta del vaccino ha messo sotto i riflettori, oggi più che mai, la rilevanza sistemica di una logistica veloce e sicura, dipendente da una rete mondiale interconnessa che possa assicurare un'efficace distribuzione internazionale», commenta Mario Zini, amministratore delegato di DHL Global Forwarding Italia. 
 
Secondo il redattore Altman, «il rapporto dimostra che la globalizzazione non è crollata nel 2020 ma che la pandemia ha trasformato, almeno temporaneamente, il modo in cui i Paesi si collegano tra loro. Dimostra anche le terribili conseguenze della rottura di questi collegamenti e l'urgente bisogno di una cooperazione più efficace di fronte alle sfide globali. Un più forte livello di connessione globale potrebbe accelerare la ripresa, dal momento che i Paesi più legati ai flussi internazionali del commercio tendono a godere di una crescita economica più rapida».

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Tag: economia