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Logistica

Logistica, Fedespedi chiede la proroga ai controlli radiometrici

Entreranno in vigore il 30 aprile e rischiano, secondo il comparto, di congestionare porti e aeroporti. de Crescenzo: il decreto ministeriale 100/2011 è sufficiente

Domenico de Crescenzo, vicepresidente Fedespedi

Il 30 aprile entreranno in vigore nuove regole sui controlli radiometrici in importazione che rendono obbligatoria la sorveglianza radiometrica su una lunga lista di prodotti compresi, per esempio, viti o bottoni metallici, interessando fino all'80 per cento della merce (stima Confetra). Controlli con oneri sostanziali su tempi di ispezione e costi per la filiera che preoccupano non poco gli operatori della logistica. Per questo motivo il cluster chiede la proroga per tutto l'anno di questa nuova disposizione.

Per Fedespedi questo cambiamento rischia di avere pesanti ricadute sul trasporto merci nei porti e negli aeroporti, che nell'ultimo anno hanno già dovuto riorganizzare i procolli di sicurezza a fronte di un calo dei traffici, e fino a poche settimane fa hanno dovuto vedersela con il blocco del canale di Suez, che dovrebbe tornare alla piena normalità in corrispondenza all'entrata in vigore delle nuove regole.

Il vicepresidente di Fedespedi, Domenico de Crescenzo, chiede ministero dello Sviluppo Economico di prorogare il termine del 30 aprile e far slittare al 31 dicembre l'entrata in vigore di queste regole sulla sorveglianza radiometrica delle merci in ingresso nel Paese, «per dare il tempo agli uffici competenti, oltre al ministero dello Sviluppo Economico, degli Affari Esteri, dell'Ambiente, del Lavoro, della Salute, l'Agenzia delle Dogane e l'Ispettorato Nazionale per la Sicurezza Nucleare, di fissare, prima della prossima scadenza a fine anno, le nuove regole e un nuovo elenco dei prodotti che dovranno essere sottoposi ai controlli radiometrici in sede di sdoganamento, in continuità con quanto previsto dalle norme vigenti, che dimostrano di essere già ampiamente efficaci nel garantire la sicurezza delle merci rispetto a eventuali rischi di radioattività».

Il 26 marzo Fedespedi, insieme a Confetra, hanno inviato al ministero dello Sviluppo economico una lettera congiunta con Confindustria chiedendo di confermare le disposizioni del decreto ministeriale n.100/2011, che hanno dimostrato negli anni di essere efficaci nello scongiurare qualsiasi rischio di contaminazione radioattiva e che sono già le più rigorose tra quelle adottate dagli Stati Membri dell'Unione europea, tesi confermata anche dal direttore dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Marcello Minenna.

«Rendere più severe norme già efficienti non porterebbe alcun ulteriore vantaggio in termini di sicurezza e tutela della salute pubblica che sono per noi, come per l'amministrazione pubblica, una sicura priorità», aggiunge de Crescenzo. «Tuttavia – continua - sicuramente danneggerebbe gli interessi economici nazionali. La competitività dei nostri porti e aeroporti e la loro capacità di attrarre traffici sono strettamente legati all'efficienza delle attività di sdoganamento delle merci. Tempi e costi dilatati metterebbero a serio rischio la capacità della logistica italiana di competere a livello globale, a scapito di operatori, imprese produttrici e di tutta l'economia italiana, già gravata da un anno come quello pandemico, dove numerose disruption nella supply chain hanno dimostrato quanto la logistica sia, invece, un settore strategico, dal quale dipendono il benessere economico e sociale del Paese».

Tag: fedespedi