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17 luglio 2024, Aggiornato alle 13,52
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Politiche marittime

Livorno, l'Adsp rassicura: ro-ro core business del porto

Dopo lo sbarco di navi car carrier al Terminal Darsena Toscana gli operatori hanno manifestato le loro preoccupazioni. Guerrieri: "Che siano traffici aggiuntivi"

(gipterminals.it)

Lo scalo di navi car carrier al Terminal Darsena Toscana di Grimaldi e la movimentazione di migliaia di auto nuove ha innescato preoccupazioni all'interno della comunità portuale livornese, tanto da aver spinto ieri alcune associazioni di categoria (Asamar, Cna Fita Livorno, Confetra Toscana, Confindustria Toscana Centro e Costa, Lega Coop Toscana e Spedimar) a chiedere impegni precisi per il futuro del porto.

Stamani, davanti al cluster portuale riunito nell'Organismo di Partenariato della Risorsa Mare, il presidente dell'Autorità di sistema portuale, Luciano Guerrieri, ha voluto rassicurare gli operatori ribadendo la posizione della Port Authority. «In questi anni ci siano tutti sforzati di costruire un clima collaborativo, di sistema, cercando di fare squadra, senza con ciò trascurare l'opportunità di valorizzare le individualità presenti in porto». Tra questi, Guerrieri ha citato le sinergie che hanno permesso alla Cilp di operare, in via provvisoria, le navi di classe ECO del gruppo Grimaldi in radice nord dell'Alto Fondale.

In questo quadro di collaborazione «abbiamo sviluppato con il nuovo gestore del Terminal Darsena Toscana - continua Guerrieri - un confronto costante e strutturato per affrontare fin da subito le priorità del porto e stabilire alcuni paletti, con l'obiettivo di traguardare target condivisibili», ha spiegato Guerrieri. Sebbene nessuno voglia «contestare il diritto del concessionario di affiancare alla movimentazione dei container quella di attività secondarie, non c'è dubbio che TDT debba mantenere intatta la propria vocazione merceologica». Da Grimaldi, spiega Guerrieri, «abbiamo ricevuto più volte rassicurazioni a tal riguardo. Ora si tratta di passare dalle parole ai fatti. Il traffico ro-ro è uno dei core business del porto di Livorno e abbiamo tutto l'interesse ad assicuraci che cresca e si sviluppi. Secondo Guerrieri è necessario «che la politica del terminal si rivolga a traffici aggiuntivi e non all'acquisizione di traffici già operati da altri soggetti, perché solo in questo modo possono svilupparsi opportunità di crescita reali per tutto il porto».

Secondo l'autorità di sistema portuale di Livorno è necessario garantire un programmato sviluppo del porto anche in vista della realizzazione della Darsena Europa, da Guerrieri considerata «un punto fermo nei piani di crescita dello scalo portuale», un'opera che «non può essere messa in discussione, per via dei benefici che questo tipo di traffico porta al territorio e alla portualità nazionale».

Il nuovo Piano di Impresa che Terminal Darsena Toscana sta per presentare all'autorità di sistema portuale sarà il filo conduttore lungo il quale articolare i termini della collaborazione tra l'ente portuale e la società terminalistica: «Ci aspettiamo che nel documento vengano presi impegni tangibili, concreti, in direzione non soltanto della conservazione della vocazione primaria del Terminal, ma che vengano promossi piani di sviluppo orientati a favorire una reale crescita dei traffici containerizzati. Siamo tutti consapevoli della particolare situazione geopolitica, di come questa stia impattando anche sui porti nazionali. Ed è ragionevole ipotizzare che in ragione di una diminuzione del traffico container, alcuni spazi a disposizione del Terminal Darsena Toscana vengano messi a frutto in altro modo, magari prevedendo la possibilità di ospitare, in questa fase, le auto nuove».

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