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17 settembre 2021, Aggiornato alle 08,15
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Logistica

L'impatto del Covid sulla logistica. Lo studio Svimez

Presentato dal direttore Luca Bianchi, è stato illustrato oggi sul palco del secondo dei tre giorni di Alis a Sorrento

Il giornalista Bruno Vespa e il presidente di Alis, Guido Grimaldi

Presentato oggi, a Sorrento, alla "tre giorni di Alis" - l'evento annuale dell'associazione logistica dell'intermodalità sostenibile - un nuovo studio di Svimez ed SRM-Intesa San Paolo sullo stato di salute della logistica dopo la crisi economica pandemica.

L'analisi parte dal Pil internazionale e nazionale, passando per mercato del petrolio, lo stato di salute dell'economia italiana, prima di passare al settore del trasporto e della logistica vero e proprio; il traffico marittimo ro-ro, legato all'autotrasporto; il trasporto ferroviario, la finanza alle imprese logistiche. Un ampio approfondimento, presentato sul palco Alis di Sorrento da Luca Bianchi, direttore di Svimez, e Massimo Deandreis, direttore di SRM. 

«La pandemia ha cambiato molti paradigmi, accelerato la green economy, aumentato il valore della sostenibilità. È in corso una regionalizzazione della globalizzazione», spiega Deandreis. Con l'Africa che ha avviato un'unione doganale il Mediterraneo diventa un punto di incrocio che rafforza la centralità dell'Italia; «centrale è il concetto di reshoring, cioè di avvicinamento delle catene di valore all'Europa». L'Italia è prima in Europa per mezzi movimentati nello short sea shipping, con un buon posizionamento in un segmento che diventerà sempre più rilevante. Il tonnellaggio movimentato nei porti è calato del 9,9 per cento nel 2020, ma nel primo trimestre del 2021 al contrario c'è stato un effetto ripresa, ponendo l'economia marittima predittiva rispetto a quella generale: la crescita è dell'8,9 per cento. 

In questo quadro, il cluster Alis ha tolto dalle strade 2,1 milioni di camion; spostato da strada a mare 56,7 milioni di tonnellate di merce; 68,4 milioni da strada a ferro. Complessivamente il cluster Alis ha abbattuto 4,4 milioni di tonnellate di anidride carbonica in Europa.

Dallo studio emerge che il Covid ha abbattuto dell'8,9 per cento il Pil italiano, oltre la media europea del 6,7 per cento. La crisi ha impattato su tutto Paese, un po' più duramente nel centro nord. Ma se si somma questo calo a quello del 2008 abbiamo al Sud un -20% sul 2007 mentre nel resto del Paese siamo a un -12. Bianchi ha stimato 400 mila posti di lavoro ancora a rischio, «se l'accelerazione della ripresa non prosegue». Mettendo a confronto le crisi del ‘29, del 2008-2014 e del 2020, «l'impressione è che quella da cui stiamo uscendo sia una crisi a "v", cioè possa avere una ripresa accelerata. Ma possiamo disegnare un vero percorso di ripartenza solo adottando politiche pubbliche coerenti». Le previsioni sono sostanzialmente positive. Il governo stimava un aumento del Pil del 4,2 per il 2021 e del 4,4 per il ‘22, ma già le attuali previsioni rialzano le stime al 4,6 e al 4,8, quindi recuperando livelli precisi di due anni fa, prima del Covid.

La seconda giornata ha visto un ampio parterre politico. Ieri ci sono stati, tra gli altri, la viceministra e il ministro alle Infrastrutture, Teresa Bellanova ed Enrico Giovannini. Oggi c'erano, tra gli altri, il leader della Lega, Matteo Salvini; il sottosegretario al ministero della Salute, Andrea Costa; il presidente di Confitarma, Mario Mattioli.

Leggi il discorso di apertura dei lavori del presidente di Alis, Guido Grimaldi.

Tag: alis - economia