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15 dicembre 2018, Aggiornato alle 12,25
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Logistica

L'export lombardo dipende per il 65% da Genova. Il punto del Propeller Milano

Il cluster marittimo si è interrogato sulle strategie e le azioni a tutela dello scalo ligure


Si è tenuta mercoledì la Conviviale del Propeller Milano sul tema "La situazione di Genova dopo il crollo del Ponte Morandi. Un confronto sulle strategie e le azioni a tutela della competitività del primo porto italiano". Moderati da Riccardo Fuochi, presidente del Propeller Milano, si sono alternati come relatori: Alberto Banchero, presidente di Assagenti Genova, Alessandro Pitto e Giampaolo Botta. presidente e direttore di Spediporto Genova, e Paolo Emilio Signorini, presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale. Dalla platea sono intervenuti Betti Schiavoni, presidente Alsea e Roberto Alberti, presidente Fedespedi.  


L'auspicio espresso dagli operatori del cluster marittimo è che da questa tragedia di Genova possa nascere un nuovo approccio e ragionare in modo strategico sulle misure a favore dell' intera portualità e delle infrastrutture italiane. "La competizione – ha sottolineato Fuochi - è infatti molto serrata e all'estero si realizzano opere importanti in tempi rapidi che consentono ai nostri concorrenti di sottrarre quote di traffico al nostro Paese". 


"La Lombardia e il Piemonte dipendono rispettivamente per il 65% e l'84% delle loro importazioni ed esportazioni dai porti di Genova – ha detto Alberto Banchero, presidente Assagenti - la congestione della città è un problema italiano, Nord Italiano se vogliamo essere più precisi. Il solo concorrente dei nostri bacini oggi sono i porti del Northern range, perdere traffici a favore di questa area significa perdere entrate di Iva (4,4 miliardi all'anno) e competitività a livello di sistema industria: l'Italia è la seconda area manifatturiera in Europa dopo la Germania. La logistica tedesca favorirà sempre la propria manifattura a discapito di quella italiana. Siamo in una situazione di oggettiva difficoltà ma se le istituzioni locali e nazionali saranno in grado a brevissimo di darci tempi certi sulla rimessa in funzione della viabilità e della ferrovia, come già sta succedendo almeno dal lato ferroviario, saremo in grado di rassicurare il mercato dando alle aziende la possibilità di pianificare la loro logistica. Se si può pianificare – ha concluso Brachero - si può scongiurare la perdita di competitività".