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Armatori - Cultura

Le scole e i cassoni, dieci anni dal naufragio di Costa Concordia

L'incidente, la messa in sicurezza, la rotazione e il rigalleggiamento. Gli ingegneri, Nick Sloane e un'operazione di recupero pazzesca. La demolizione e un inchino costato un miliardo e mezzo di euro

Costa Concordia all'arrivo nel porto di Genova, 27 gennaio 2014

di Paolo Bosso

Alle 21.42 (o quarantacinque, se si parte dalla segnalazione ricevuta dalla Capitaneria) di dieci anni fa, il 13 gennaio del 2012 la Costa Concordia urta le Scole, un gruppo di scogli dell'isola del Giglio, nel Tirreno, tra le coste della Toscana e del Lazio. È una storia che conosciamo tutti, il naufragio di una grande nave da crociera che ha causato 32 vittime, su 4,229 persone a bordo quella sera, mentre era in viaggio tra Savona, Marsiglia, Barcellona, Palma di Maiorca, Cagliari e Palermo.

I soccorsi arrivarono immediatamente, quelli della Capitaneria di porto di Civitavecchia principalmente, sia dal mare che dall'aria, e in poche ore la nave è stata evacuata. Un ricordo e un tributo a quella sera lo ha condiviso oggi sulla sua pagina facebook proprio la Guardia costiera, insieme a un altro con le immagini e le comunicazioni tra i soccorritori a terra e gli elicotteri.

Il naufragio e il recupero della Costa Concordia è stato uno dei più grossi e importanti della storia della navigazione. È stato causato da un "inchino", un'usanza marinara che consiste nel passare in sicurezza più ravvicinati alla costa, in genere per salutare un luogo o una persona in particolare. Ovviamente la manovra di quella sera non è stata fatta in sicurezza e qualcosa è andato storto. Il naufragio è costato, tra danni, costi di recupero e risarcimenti, almeno un miliardo e mezzo di euro. È un evento che per più di due anni (l'incidente è avvenuto a gennaio 2012, la nave è andata via a luglio 2014), fino allo spostamento, è stato seguito dai giornali e le televisioni di tutto il mondo. Ricco di aneddoti, tragedie e vicissitudini giudiziarie. Una storia fatta di capi carismatici (uno fra tutti, Nick Sloane, il senior salvage master), di altissima ingegneria, di fortuna e grande organizzazione logistica.

L'operazione di recupero del relitto è stata una delle più complesse e incredibili nella storia dei salvataggi dei relitti navali. Costa Concordia aveva una stazza a secco di oltre centomila tonnellate, si trovava coricata a tribordo (sul lato destro), con tonnellate di carburante, una quantità esorbitante di cavi elettrici, stanze di alloggio, ristoranti, teatri, ascensori. Quintali di mobili, lenzuola, detergenti, reagenti chimici, motori elettrici e a combustione. Tonnellate di vetro, legno, acciaio, marmo. Tutte cose da svuotare, e il più velocemente possibile nelle giornate successive al naufragio, mentre le mareggiate invernali delle settimane seguenti rischiavano di farla inabissare, visto che la nave era adagiata su un fondale poco profondo ma a poche decine di metri da una fossa, all'interno di un'area faunistica pregiata, meta turistica e faunistica. Il 17 settembre del 2013, un anno e otto mesi dopo il naufragio, è stata rimessa a galla.

Leggi anche: Concordia ce l'ha fatta

Le operazioni di recupero sono iniziate quasi subito. Bisognava metterla velocemente in sicurezza, imbrigliarla, svuotarla di tutto ciò che era possibile svuotarla, per evitare che si spostasse. La rimozione del relitto, però, non è stata decisa subito, prima è stata valutata anche l'ipotesi di inabissarla, sempre dopo averla svuotata prima. Il grosso di tutta l'operazione di rimozione, almeno fino al galleggiamento del 17 settembre 2013, è stato un lavoro di allestimento e progettazione dei sistemi per farla galleggiare. Poi la partenza, il 27 luglio 2014, per il porto di Genova, dov'è stata demolita, in navigazione per centinaia di miglia con dei cassoni di galleggiamento mai progettati e realizzati prima su una nave di questo tipo e con questa stazza.

Per chi volesse approfondire la notevole storia del recupero della Costa Concordia, rimandiamo a un approfondimento di Informazioni Marittime dell'epoca e a uno de Il Post di questi giorni.

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Tag: crociere