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04 luglio 2020, Aggiornato alle 15,15
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Le navi di Trieste nel mondo. La mostra

Fino al 9 ottobre alla Centrale Idrodinamica un'esposizione di oltre 6,200 pezzi della "collezione Lloyd"


Una mostra che ripercorre la storia del Lloyd dal punto di vista di Trieste. È stata inaugurata venerdì scorso alla Centrale Idrodinamica del porto vecchio della città giuliana. "Lloyd. Le navi di Trieste nel mondo" ripercorre 328 anni di storia, dal Lloyd's Coffee House (1688) di Londra fondato dal gallese Edward Lloyd, che teneva una lista di armatori e navi nel "Lloyd's Register", passando per il Lloyd's List (1734), il più antico quotidiano tuttora attivo (che da natale del 2013 è solo online), per arrivare alla storica data del 1833, quella della nascita del "Lloyd Austriaco di Trieste" poi diventato "Lloyd Triestino (nel 2006 "Italia Marittima").

Al centro della mostra c'è la collezione del Lloyd, 6,200 pezzi tra modellini di navi, libri di bordo, manifesti e fotografie d'epoca, argenterie, quadri, statue, porcellane.

La mostra resterà aperta fino al 9 ottobre. È stata inaugurata dal sindaco di Trieste, Roberto Cosolini, e dal presidente dell'Autorità portuale dello scalo giuliano, Zeno D'Agostino. È realizzata con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia, delle fondazioni CRTrieste e Kathleen Foreman Casali e con gli sponsor Trieste Trasporti, AcegasApsAmga, Assicurazioni Generali, Trieste Marine Terminal, Despar e Quaiat Officina Navale, Italia Marittima, Il Piccolo, la Feltrinelli, il Rossetti, gruppo FAI Giovani del Fvg, IS Science Centre Immaginario Scientifico e Italia Nostra.

«È un riconoscimento alla potenza di una grande società di navigazione, ma soprattutto un omaggio a un passato glorioso che ha visto Trieste protagonista di un impero di cui era il primo porto» ha affermato il commissario dell'Autorità Portuale Zeno D'Agostino all'inaugurazione della mostra. Ad oggi sono stati circa duemila i visitatori, la maggior parte confluiti nel corso delle festività pasquali.

Un po' di storia
I primi piroscafi del Lloyd Austriaco effettuano collegamenti tra il porto di Trieste, il Veneto e la Dalmazia, rafforzando il commercio mercantile dell'impero asburgico che allora poteva contare sui primi piroscafi a motore, più regolari e affidabili delle imbarcazioni a vela. La costruzione della ferrovia Trieste-Vienna nel 1867 e l'apertura del canale di Suez nel 1869 permettono alla compagnia (che nel frattempo ha assunto il nome di "Lloyd Adriatico") di allargare i propri traffici fino in India, Hong Kong e Giappone. L'espansione continua fino allo scoppio della prima guerra mondiale che ridurrà drasticamente le attività. Nel 1936, a seguito della ristrutturazione delle maggiori compagnie di navigazione, il coordinamento del Lloyd Adriatico passa nelle mani di Finmare, finanziaria dello Stato.  La ripresa avviene dopo il secondo conflitto mondiale con la ricostruzione di una flotta che contava appena cinque navi. Nel 1956 contava già 31 navi, di cui 28 di proprietà. Nel 1998 viene acquisita dall'armatore taiwanese Evergreen.
 
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Immagine in alto, una scena di Lloyd's of London (1936)