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18 settembre 2020, Aggiornato alle 20,19
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Infrastrutture

Le differenze tra i porti di Napoli e Salerno

Al di là delle putecarelle , dati alla mano, due scali a confronto. Il primo non movimenta auto, il secondo è più virtuoso nei container, nonostante abbia un terzo della superficie


di Aniello Cuomo 
 
Con la nomina del presidente dell'Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Centrale ci si augura che cessi la sterile, strumentale e perniciosa querelle sui "vizi" del porto di Napoli e le "virtù" del Porto di Salerno, con i ripetuti pistolotti sull'inefficienza e il degrado del primo. Le differenti caratteristiche dei due porti, per dimensioni, tipologia di traffico, morfologia e rapporto col waterfront cittadino, rendono inappropriate e banali le accese rivalità e i provinciali tentativi di difesa di miopi interessi localistici, dannosi per l'intera economia campana.

Non spetta a me prendere le difese dell'uno o dell'altro porto, né di esprimere giudizi su quelle che saranno le future scelte strategiche. Ritengo, però, che qualsiasi valutazione di merito non possa prescindere dai dati concreti, che è presumibile ritenere pacificamente condivisi, in quanto estratti in gran parte da quelli resi noti dalle rispettive autorità portuali e da altre fonti di comunicazione ufficiali. Dati che, ancorché ben conosciuti dagli addetti ai lavori, vengono molto spesso e facilmente dimenticati, per cui è bene ricordarli.

Porto di Napoli
Il porto di Napoli è costituito da uno specchio acqueo doppio rispetto a quello di Salerno, ovvero pari a 2.260.000 di metri quadri. Quasi tripla la superficie a terra: 1.426.000 metri quadri. Le aree adibite al deposito e alla movimentazione delle merci misurano 330mila metri quadri, delle quali 50mila sono coperte da magazzini. Dispone di 75 posti di ormeggio (Salerno 16) fino a un pescaggio massimo di 14 metri su 30 banchine (Salerno ne ha 9), la cui lunghezza totale è di 11.145 metri lineari; di depositi costieri per rinfuse liquide della capacità di 21mila metri cubi di prodotto e silos operativi, della capacità di poco più di 60mila tonnellate per il tiraggio, il deposito e la consegna di cereali e sfarinati; di 6 bacini di carenaggio per le riparazioni navali, di cui tre in muratura (per navi fino a 80mila tonnellate di portata lorda) e tre galleggianti, al servizio di quattro cantieri navali, la cui attività genera un indotto occupazionale di circa 1.500 unità.

- La stazione marittima
Il terminal crociere è costituito dalla stazione marittima, imponente e monumentale edificio del 1936, e di sette moli di attracco, con pescaggio massimo di undici metri e della lunghezza totale di 1.100 metri lineari. La stazione marittima contiene sale per l'assistenza ai passeggeri, banchi check-in informatizzati, nastri bagagli, un moderno centro congressi, uffici di polizia, un ufficio postale e poi un ampio parcheggio, negozi, bar e servizi di ristoro. Sovente attraccano contemporaneamente alle banchine della stazione marittima tre navi da crociera di grandi dimensioni, della capacità di circa 4mila passeggeri ciascuna.

- Il traffico del 2015 (in tonnellate)
Rinfuse liquide 4.805.955
Rinfuse solide 5.988.578 (delle quali 334.749 di cereali)
Merci varie in colli 10.201.989
Container (vuoti e pieni) 438.280 teu
Passeggeri in transito 7.593.733, di cui 1.269.541 crocieristi
 
Porto di Salerno  
Il porto di Salerno è costituito da uno specchio acqueo di 1.200.000 metri quadrati e da aree a terra della misura complessiva di 500mila. Le aree adibite al deposito e alla movimentazione delle merci misurano 250mila metri quadri, delle quali 22mila sono coperte da magazzini. Dispone di 9 banchine la cui lunghezza totale è di 2.950 metri lineari e di 16 posti di ormeggio (pescaggio massimo 11,80 metri). Nel porto di Salerno non vi sono depositi costieri per rinfuse liquide, silos per granaglie né bacini di carenaggio. Esistono alcuni cantieri che effettuano riparazioni per barche da pesca e da diporto e rimessaggio invernale di unità da diporto. 

- Stazione marittima
La stazione Marittima di Zaha Hadid è una stupenda opera architettonica che si spera possa a breve essere adibita alla funzione per la quale è stata costruita, necessitando del completamento dei lavori di adeguamento del molo Manfredi, la cui gara è stata lanciata qualche giorno fa, essenziali per l'attracco delle moderne navi da crociera.

- Il traffico del 2015 (in tonnellate)
Rinfuse solide 117.646
Merci varie in colli 12.826.323
Container (vuoti e pieni) 359.328 teu
Passeggeri in transito 687.268, di cui 189.545 crocieristi

A differenza di Napoli, Salerno movimenta un traffico di veicoli che nel 2015 è stato di 628.218 unità, di cui 400.157 costituite da auto nuove, 204.260 da veicoli commerciali e 23.441 da autoveicoli al seguito di passeggeri.

Le differenze (dove sono le auto con passeggeri a Napoli?)
Nel porto di Salerno non vi è alcun traffico di rinfuse liquide, per il quale non è attrezzato, ed il traffico di rinfuse solide è minimo, in rapporto ai circa sei milioni di tonnellate movimentate a Napoli. Di contro, nel porto di Napoli non vi è alcun traffico di auto nuove, a differenza di Salerno che nel solo 2015 ne ha movimentato poco più di 400mila. Dalle statistiche sembrerebbe assente nel porto di Napoli il traffico di veicoli commerciali e di autoveicoli al seguito di passeggeri, dati su cui si nutrono serie perplessità, considerato che lì sono attive le "autostrade del mare" per Palermo, Cagliari e Catania.

Il virtuosismo di Salerno nei contenitori  
Nel porto di Napoli, l'anno scorso, il traffico di contenitori ha superato di 80mila teu quello effettuato nel porto di Salerno, la cui eccellenza in questa tipologia di traffico e unanimemente riconosciuta.

Infondate, inopportune e ingenerose appaiono quindi le accuse al porto di Napoli che ha avuto la sventura di essere stato per troppo tempo privo di una governance stabile ed autorevole. Il porto di Napoli è stato "decapitato" dalla magistratura nel novembre 2008, per presunti  reati che la sentenza di primo grado, intervenuta dopo ben otto anni, ha ritenuto insussistenti. Successivamente, dopo un quadriennio di presidenza non particolarmente esaltante, è stato commissariato per oltre tre anni e mezzo: nonostante tutto, come si vede dai dati che ho riportato, "la nave va".

È ora di smetterla di alimentare questa stupida, inutile e dannosa putecarella, ovvero, per dirla in maniera più dotta, petite querelle. Per la valorizzazione dei porti campani c'è la necessità di mettere a sistema tutte le importanti strutture logistiche di cui dispone il territorio regionale e stimolarne una sana e seria competizione sinergica e non un viscerale antagonismo. Dopo una lunga stagione di commissari che hanno guidato il porto di Napoli da distaccati burocrati, come da copione, ci si aspetta che il presidente, oltre all'indubbia competenza e autorevolezza, abbia la necessaria tensione ideale da sentire i porti campani (e non solo Napoli) come la "carne viva" del proprio territorio, per una crescita europea di questo importante settore dell'economia.