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24 settembre 2020, Aggiornato alle 20,12
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Politiche marittime

Le autorità portuali chiudono al pubblico

Alcuni uffici chiuderanno le attività alle 18. Per i dipendenti, i segretari generali spingono per le ferie agevolate e il telelavoro

L'ingresso dell'Autorità portuale di Livorno

di Paolo Bosso

Telelavoro - o smart working - chiusura degli uffici al pubblico, ferie "agevolate", congedi. Sono queste alcune delle misure che diverse autorità di sistema portuale italiane stanno prendendo da oggi, in conseguenza dell'entrata in vigore del nuovo decreto che estende a tutto il territorio italiano le restrizioni alla mobilità scattate dall'8 marzo in Lombardia e alcuni comuni vicini, misure utili per contenere la diffusione del Coronavirus.

Chiusura al pubblico, quindi, che non significa che le autorità portuali sono chiuse ma solo che al pubblico non sono aperte, se non per urgenze, appuntamenti non rinviabili, in generale solo per necessità. L'Autorità di sistema portuale dell'Adriatico meridionale, che fa capo a Bari, per esempio, apre al pubblico solo per motivi «urgenti e improcrastinabili». Massimo Provinciali, segretario generale dell'Autorità di sistema portuale del Tirreno Settentrionale (Livorno), ha diramato nella serata di ieri una circolare in cui dispone anche per i dipendenti lo smart working, il lavoro da remoto, e raccomanda a quelli con «un considerevole accumulo di ferie non godute» di concordare un periodo di congedo ordinario fino a dieci giorni lavorativi. «Noi invitiamo i dipendenti allo smart working, garantiamo presidi per uffici. Selettivamente verifichiamo le condizioni per l'accesso», spiega Pietro Spirito, presidente dell'Autorità di sistema portuale del Tirreno centrale (Napoli).

Alcuni hanno annunciato una chiusura anticipata alle 18, ma non è chiaro se sarà una misura condivisa, anche perché non è obbligatoria.