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18 giugno 2021, Aggiornato alle 17,30
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Cultura

L'arte quasi nautica di Cristoforo Colombo

L'ultimo libro di Silvestro Sannino ci racconta le imprecisioni e le geniali intuizioni di un grande esploratore. Quando la scienza non era ancora esatta


di Paolo Bosso 
 
Cristoforo Colombo, come tutti gli esploratori e gli scienziati di quel periodo storico, era un navigatore autodidatta e impreciso nelle misurazioni, convinto di aver raggiunto le Indie con le sue tre caravelle. Però attraverso le sue proposte di navigazione, le sue teorie sulla forma della terra, sul calcolo delle longitudini, costrinse «persone anche di alto intelletto a discutere di problemi fondamentali che spaziavano dalla filosofia alla cosmografia alla geografia alla religione». Questo Colombo "umano", magnifico e insieme approssimativo esploratore, ce lo racconta l'ultimo libro di Silvestro Sannino, L'arte nautica di Cristoforo Colombo (Edizioni Scientifiche e Artistiche, Napoli, pp. 198, euro 15, alla fine dell'articolo la copertina e la quarta), raccontando, attraverso le testimonianze e le carte nautiche, le quattro spedizioni che il navigatore genovese compì tra il 1492 e il 1502. 
 
Sannino, professore torrese ordinario di Navigazione, ex preside di diversi istituti nautici e ora in pensione, è conosciuto nell'ambiente didattico per i suoi due volumi di storia della navigazione. L'ultimo lavoro questa biografia "nautica" del navigatore genovese. Attraverso la sterminata pubblicistica letteraria Sannino esamina l'arte nautica di Cristoforo Colombo in modo sistematico, mostrando quel grado di incertezza che caratterizza tutti gli esploratori di quell'epoca, approsimativi e imprecisi, "sonnambuli" (per usare una bellissima espressione dello storico Arthur Kostler). Insomma veri pioneri, agli albori di una scienza che per dirsi esatta deve attendere ancora un paio di secoli con il calcolo infinitesimale di Newton. Il livello tecnico-scientifico del libro richiesto al lettore non è esigente perché il pubblico a cui si rivolge Sannino è quello di appassionati della materia, esperti, ma non necessariamente specialisti.
 
È il ritratto di un Columbus nauticum, che emerge dalle carte nautiche. Gli enigimi che ha dovuto affrontare, la solitudine intellettuale e la testardaggine di un uomo convinto di cercare un passaggio a Ovest verso le Indie, immaginando una terra molto più piccola di quello che è. Da questioni controverse e ancora aperte Sannino passa a descrivere i tratti essenziali della vita e dell'opera dell'esploratore genovese. Una rassegna della storiografia e dei giudizi storici più significativi, rintracciando nelle carte e nelle mappe la biografia di un eploratore. 
 
L'arte nautica di Cristoforo Colombo inizia dalla proposta del primo viaggio a Giovanni II re del Portogallo e arriva ad un Colombo, ormai anziano, con le sue geniali congetture sulla forma "a pera" della terra. L'appendice contiene stralci del diario di bordo di Colombo e si chiude con un glossario dei metodi e dei sistemi di navigazione del tempo. 
 
La parte corposa del libro è quella dedicata all'esame dei principali episodi nautici dei viaggi, calati nella realtà del tempo, secondo metodi e criteri della scienza e dell'arte nautica del periodo delle grandi scoperte geografiche. «L'impresa di Colombo – si legge nella prefazione di Agnello Baldi - cessa allora di apparire come l'esplosione di un gesto eroico conseguenza di una personale ed ambiziosa ipotesi e diventa un vertice nautico-psicologico, con risvolti di natura politica ed economica, reso possibile da una carismatica personalità che vi calò e fuse l'ardore di un sogno e lo stimolo di una visione convinta, sorretti da una tenacia e da una fede incrollabili».