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07 luglio 2020, Aggiornato alle 15,57
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L'armamento: "Shipping italiano rischia paralisi"

Contratti di trasporto rifiutati, imbarchi complicati e visite di bordo impossibili. Confitarma, Federagenti e Assarmatori scrivono a De Micheli, Di Maio e Speranza con un quadro della situazione molto delicato


a cura di Paolo Bosso

Un numero crescente di armatori stranieri rifiuta i contratti di trasporto. Diversi porti, sia europei che non, stanno rifiutando le navi che hanno scalato l'Italia negli ultimi quindici giorni. Da quando nel nostro Paese sono entrati in vigore i nuovi durissimi dispositivi di limitazione alla circolazione soprattutto delle persone, per limitare la diffusione del Coronarivurs, l'armamento commerciale italiano sta affrontando una delle crisi più dure dal Dopoguerra. In molte nazioni non è più possibile avvicendare gli equipaggi italiani con altro personale italiano per via dei divieti di transito in vigore, e le domande di visto vengono rigettate. Le visite di bordo sono diventate impossibili da svolgere e a breve bisognerà affrontare la questione certificati, fondamentali per imbarcarsi e che stanno scadendo.

Federagenti, Confitarma e Assarmatori, il gotha dello shipping italiano, hanno messo insieme i pezzi, in un documento congiunto, fatto il quadro della situazione e spedito il tutto alla ministra dei Trasporti, Paola De Micheli. al ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, e al ministro della Salute, Roberto Speranza.

Le associazioni denunciano una situazione molto delicata che rischia di emarginare l'Italia dal commercio mondiale, anche se non bisogna dimenticare che è una situazione condivisa man mano che il virus si diffonde nel mondo (mercoledì l'OMS ha dichiarato il Covid-19 una pandemia).

L'imbarco dei marittimi via nave, per via anche del blocco dei voli da e verso l'Italia operato da diversi Stati e dalle compagnie, diventa sempre più complicato. I certificati internazionali IMO rischiano di scadere senza poter essere rinnovati perché i corsi sono sospesi. Tra questi ci sono: Basic Training,  MAMS, MABEV, ECDIS, High Voltage, Ship Security Officer, RoRo Pax. Per questo Assarmatori, Federagenti e Confitarma si aspettano una proroga. La Maritime and Port Authortiy of Singapore, per esempio, consente ai marittimi singaporiani registrati imbarcati su nave del proprio paese di estendere la validità del Certificato di Competenza a tutti quelli che non possono sbarcare per via dell'emergenza sanitaria.

Sta diventando impossibile rinnovare i certificati medici ed effettuare gli accertamententi sanitari periodici. Ciò è dovuto principalmente alla saturazione del personale degli Uffici Sanitari Marittimi, completamente impegnati nella gestione della pandemia. Gli armatori italiani propongono di ritenere valida la commissione di visita senza la presenza del medico di porto, oppure la sua sospensione con proroga.

Le procedure di imbarco, propongono Federagenti, Confitarma e Assarmatori, potrebbero essere gestite, in via eccezionale, negli uffici territoriali delle Capitanerie, impiegando il comandante in consolato per notificare gli spostamenti.

E questo ha riguardato principalmente il fronte mercantile, le merci, le navi passeggeri sono messe ancora peggio. Le prenotazioni sono azzerate, quelle in corso per la maggior parte cancellate, in ogni settore: crociere, ro-pax, cabotaggio. Le navi da crociera non possono sbarcare in Italia, se non per far tornare a casa i passeggeri, e alcuni operatori sono fermi. Per quanto riguarda il cabotaggio, visto che i passeggeri a bordo sono molto meno, i marittimi diventano in sovrannumero e le tabelle minime di sicurezza, affermano le tre associazioni, diventano sovradimensionate. Si propone così una riduzione temporanea per contenere il numero dei marittimi.

«Non sono a rischio solo le nostre imprese di navigazione - affermano Confitarma, Federagenti e Assarmatori - ma il Paese intero. Se questi provvedimenti dovessere essere adottati da altre nazioni geopoliticamente strategiche, ci sarebbero gravissime ripercussioni sulla nostra economia, che è di trasformazione».