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24 settembre 2018, Aggiornato alle 17,23
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Politiche marittime

L'addio di Trump all'ambiente "non avrà impatto sullo shipping"

Lo assicura l'International Chamber of Shipping. Fra tre settimane al via nuova sessione del Marine Environment Protection Committee


L'uscita degli Stati Uniti dagli Accordi di Parigi «non avrà alcun impatto» sulle politiche ambientali dello shipping. Ne è convinta la camera di commercio mondiale, l'International Chamber of Shipping (Ics), intervenuta oggi a New York nel corso della United Nations Ocean Conference (5-9 giugno), organizzata dall'Onu.
 
«Lo shipping, a causa delle sue grandi dimensioni, è attualmente responsabile di circa il 2,2 per cento dell'emissioni antropiche annuali di CO2. Ma c'è la percezione che lo shipping, le cui emissioni non possono essere attribuite alle singole nazioni, abbia qualche "scappatoia" dagli Accordi di Parigi», afferma Simon Bennet, direttore dell'Ics. 
 
Fra tre settimane a Londra l'Imo avvierà una serie di incontri, il Marine Environment Protection Committee, per concordare con i suoi paesi membri (170) un'ulteriore riduzione delle emissioni di anidride carbonica da parte delle navi, sempre con lo scopo di allinearsi agli Accordi di Parigi, firmati a dicembre 2015 da 195 Paesi. 

Il piano di riduzione delle emissioni di anidride carbonica da parte delle navi, che trasportano il 90 per cento dei goods, è regolamentato dall'International Maritime Organization (Imo). È inizato nel 2008 e riduce anno dopo anno le emissioni fino al 2050, dove si prevede un taglio della metà rispetto al 2008. Secondo i calcoli dell'Imo, tra il 2008 e il 2012 la riduzione è stata del 13 per cento, «nonostante l'aumento del traffico», precisa Bennet.