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La riforma del Codice doganale Ue. Il convegno di Fedespedi

Autonomia delle autorità nazionali e l'importante ruolo degli Operatori Economici Autorizzati. Di questo e altro si è discusso alla settima edizione del convegno doganale dell'associazione

Antonella Bianchi, dirigente Ufficio Controlli dell'Agenzia delle Dogane (fedespedi.it)

Si è tenuto ieri a Milano, presso lo spazio Copernico, l'appuntamento annuale del Convegno Doganale di Fedespedi, giunto alla sua VII edizione. L'evento, dal titolo "La proposta di Riforma del Codice Doganale dell'Unione", è stata l'occasione per mettere a fuoco le principali sfide che oggi caratterizzano l'Unione europea delle dogane nella più ambiziosa riforma dalla sua istituzione, nel 1968.

I lavori sono stati aperti dal "padrone di casa", Domenico de Crescenzo, vicepresidente con delega ai rapporti con l'Agenzia delle Dogane, insieme agli interventi di Maria Preiti (Direzione regionale Lombardia ADM), Giuliano Ceccardi, vicepresidente del Consiglio Nazionale degli Spedizionieri Doganali), Laura De Santis (Presidente del Consiglio Nazionale degli Spedizionieri Doganali di Milano). «Il Convegno di oggi – ha detto de Crescenzo – evidenzia il ruolo centrale della competenza doganale per l'attività delle imprese di spedizioni, una competenza strategica a supporto del commercio internazionale da valorizzare e potenziare nel quadro della nuova riforma del Codice».

Tra i relatori del convegno anche gli europarlamentari italiani coinvolti nel dossier della Riforma del Codice, Marco Campomenosi e Carlo Fidanza, che hanno evidenziato la ristrettezza dei tempi per l'analisi di questo articolato testo (265 articoli), di cui è prevista la votazione nella primavera del 2024, e la disponibilità a raccogliere contributi e osservazioni sulla proposta dall'Agenzia delle Dogane e dalle rappresentanze associative di settore. Campomenosi ha tenuto a sottolineare l'occasione che la Riforma del CDU rappresenta in termini di raggiungimento dell'obiettivo di uniformità e armonizzazione nella gestione dei rischi, delle crisi e delle sanzioni e del ruolo che l'autorità doganale europea e le autorità degli Stati Membri possono giocare per la competitività dell'Unione e dei Paesi UE anche grazie alla valorizzazione dei dati di cui disporrà il nuovo Data Hub europeo. Fidanza, ha, invece posto l'accento sull'importanza di arrivare a una Riforma del CDU che sia strumento per la crescita degli Stati Membri limitando nuovi oneri amministrativi a carico degli stessi.

Numerose le novità previste nella proposta di riforma e illustrate dai relatori del convegno, Enrico Perticone (Consiglio Nazionale Spedizionieri Doganali), Sara Armella (ICC-Italia), Filippo Mancuso (Assonime) e Paola Paliano (Agenzia delle Dogane): un'Autorità Doganale Europea, motore del nuovo sistema che migliorerà con il tempo l'approccio dell'Unione alla gestione dei rischi e ai controlli doganali; il nuovo centro doganale digitale che raccoglierà i dati forniti dalle imprese, assicurando alle autorità competenti una visione d'insieme della supply chain e della circolazione delle merci e permetterà agli operatori commerciali di interagire nell'ambito di un unico ecosistema doganale; gli operatori Trust & Check che rafforzeranno il programma già esistente di operatori economici autorizzati (AEO); nuove modalità per l'e-commerce previste al fine di garantire che le merci vendute online nell'Ue rispettino le regole di qualità e sicurezza previste per tutte le tipologie di merce. Attenzione particolare per il tema della rappresentanza doganale. Il Presidente della Commissione Doganale di CLECAT (la rappresentanza europea dei freight forwarders) Dimitri Serafimoff, ha sottolineato, infatti, i rischi connessi a un potenziale aggravio delle responsabilità per il rappresentante indiretto che nella proposta di Riforma sarebbe chiamato a rispondere della conformità delle merci anche sotto il profilo non fiscale.

Un focus sull'impatto della riforma del Codice Doganale dell'Unione sull'operatività delle autorità doganali nazionali è stato presentato da Antonella Bianchi, dirigente dell'Ufficio Controlli dell'Agenzia delle Dogane, che ha evidenziato come la proposta punti alla semplificazione e all'uniformità dei processi doganali con risparmio di costi per le imprese e le autorità doganali, all'introduzione della gestione dei rischi a livello dell'Ue, al miglioramento delle capacità delle autorità doganali di riscuotere le entrate doganali e fiscali e a ridurre le frodi nel settore del commercio elettronico.

Ulteriore novità saranno, infine, introdotte in materia di sanzioni, con l'obiettivo di assicurare un'uniforme applicazione tra gli Stati membri di disposizioni contro le violazioni della normativa doganale e per evitare una distorsione della concorrenza. Da sottolineare che al progetto di Riforma del Codice si affianca la Legge Delega di Riforma Fiscale 9 agosto 2023 n. 111, che prevede un importante revisione del sistema sanzionatorio al fine di garantire che siano rispettati i principi unionali che prevedono sanzioni effettive, proporzionate e dissuasive.

I lavori si sono chiusi con la consegna dei certificati dei corsisti della settima edizione del "Corso per Responsabili delle questioni doganali" di Fedespedi – promosso in collaborazione con le Associazioni Territoriali ABSEA, ACCSEA, Alsea Milano, Alsea Como, Amsea, Apsaci, Asea, ASPT Astra FVG, AssoTosca, Spedimar e Spediporto.

«Questo convegno - ha commentato il presidente di Fedespedi, Alessandro Pitto, in chiusura dei lavori – ha permesso anche di sottolineare il ruolo centrale e il know-how assunto dagli AEO in questo scenario, patrimonio che, anche a fronte della proposta di Riforma del Codice Doganale dell'Unione, va tutelato. Siamo, dunque, soddisfatti di consegnare oggi i diplomi ai 33 corsisti dell'edizione 2023 del Corso per Responsabili delle Questioni Doganali che si aggiungono ai 197 corsisti accreditati nelle passate edizioni del Corso che la Federazione organizza ogni anno con le Associazioni Territoriali».

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Tag: fedespedi