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17 maggio 2024, Aggiornato alle 18,06
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Politiche marittime

La Germania pianifica 180 milioni per il cold ironing

Accordo tra governo Scholz e Branche Organisatie Zeehavens per stabilire le forme dei contratti pubblico-privati. In realtà servirebbero quasi il doppio delle risorse

La firma tra il governo tedesco e l'organizzazione dei porti marittimi per elettrificare le banchine

Il ministero delle Infrastrutture della Germania attirerà nei prossimi anni 140 milioni di euro - tra investimenti pubblici e privati - per realizzare impianti di cold ironing, cioè elettrificare le banchine dei porti commerciali per permettere alle navi di spegnere i motori durante la sosta. Altri 40 milioni verranno aggiunti dal fondo per il clima. 

Nei giorni scorsi il ministro dei Infrastrutture e della gestione idrica del governo Scholz, Mark Harbers, ha firmato una lettera di intenti con la Branche Organisatie Zeehavens (BOZ), l'organizzazione di settore dei porti marittimi, in cui sono stati definiti in che forma stipulare gli accordi pubblico-privati per realizzare questa infrastruttura.

Con l'arrivo in tempi brevi della direttiva europea Alternative Fuels Infrastructure Regulation (AFIR) i porti europei saranno obbligati dal 2030 a garantire il cold ironing a determinate navi dalle 5 mila tonnellate di stazza in su, soprattutto ai traghetti e alle navi da crociera ma anche, a seconda dei porti, a portacontainer, ro-ro e ro-pax. Le risorse per l'energia da terra sono principalmente destinate ai terminal dove attraccano le navi AFIR ma potranno beneficiare di sovvenzioni anche altri progetti di cold ironing.

«Tutto ciò – afferma il ministro Harbers - richiede enormi investimenti. Con questo regime di sovvenzioni possiamo offrire una mano al settore e stimolare ulteriormente l'installazione di elettricità da terra. Questo porta non solo a vantaggi ambientali ma anche a generatori meno rumorosi che funzionano mentre una nave è ormeggiata».

Il governo tedesco e BOZ già lavorano da tempo con sette porti nordeuropei, tra cui i principali d'Europa, per predisporli al cold ironing. Essi sono Rotterdam, Amsterdam, Groningen, Moerdijk e il sistema portuale del Mare del Nord composto dagli scali di Vlissingen, Terneuzen e Gand.

Secondo la BOZ nei prossimi anni dovranno essere installati nei porti circa 270 megawatt di capacità di alimentazione da terra per le navi AFIR per soddisfare gli obblighi futuri, pari a un investimento richiesto di oltre 300 milioni di euro. Un'infrastruttura del genere porterebbe a una riduzione di oltre 220 mila tonnellate di anidride carbonica, pari al consumo di circa 75 mila famiglie, e a una riduzione di 2,500 tonnellate di ossidi di azoto. Inoltre il cold ironing non permette semplicemente di elettrificare le banchine ma creerebbe un circolo virtuoso per nuovi progetti ambientali.

«Il cold ironing offre molti vantaggi, come la riduzione delle emissioni di anidride carbonica, ossidi di azoto, particolato e rumore. Tuttavia, ciò non si traduce in un solido business case per i terminal e le compagnie di navigazione», afferma il presidente della BOZ, Boudewijn Siemons. «Con il regime di sovvenzione proposto abbiamo elaborato condizioni interessanti».