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09 luglio 2020, Aggiornato alle 13,43
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Iran, Maersk aggiunge un secondo porto

Dopo aver riattivato i collegamenti ad ottobre con Bandar Abbas, l'armatore danese porta i container anche a Bushehr


Maersk aggiunge un secondo porto nel suo servizio verso l'Iran. Dopo aver riattivato alla fine di ottobre scorso i collegamenti con il paese mediorientale, sospesi dal 2012 a seguito delle sanzioni internazionali terminate a gennaio 2016, la compagnia danese aggiunge lo scalo di Bushehr che andrà a fare coppia con quello di Bandar Abbas già attivo. La prima toccata è già avvenuta con la partenza il 4 gennaio di un servizio settimanale feeder dal porto di Jebel Ali negli Emirati Arabi.

L'armatore, che ha anche un ufficio a Tehran, spiega che Bushehr è «il più largo punto d'accesso per il trasporto delle merci nella regione, con una movimentazione annua di 7 milioni di tonnellate». Il porto ha 400 prese rifer e magazzini climatizzati per una capacità di 5mila tonnellate garantendo accessi ai mercati di Arabia Saudita, Qatar e Bahrain. 

Il primo armatore a riprendere gli affari con l'Iran è stata la Mediterranean Shipping Company (tra l'altro partner di Maersk con 2M) il 31 dicembre 2015 con la portacontainer da 9mila teu Msc Domitille, anche se un primo contatto è avvenuto già ad aprile 2014 con una compagnia di terze parti in un servizio di trasbordo verso il porto di Jebel Ali (Emirati). Quando Maersk ha annunciato il ripristino dei collegamento con l'Iran ha previsto un traffico potenziale di circa 700mila teu. 

La Cina e gli Emirati sono i principali partner del paese, con rispettivamente il 24,3 e il 15,9 per cento dei volumi commerciali compessivi. Seguono Corea del Sud con l'8,1 per cento, Turchia con il 6,9 e Germania con il 5,5.