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23 settembre 2020, Aggiornato alle 19,31
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Politiche marittime

Intesa Anci-Capitanerie per i comuni costieri

L'accordo favorirà contatti diretti tra gli Uffici marittimi territoriali e le articolazioni regionali dell'associazione


Anci e Corpo delle Capitanerie di porto hanno avviato una collaborazione su temi marittimi di comune interesse. Obiettivo dell'accordo, sottoscritto ieri anche dal ministero dei Trasporti, è infatti di attivare "ogni forma di efficace collaborazione istituzionale", a partire dal potenziamento dello "scambio di dati ed informazioni rilevanti ai fini dell'esercizio delle rispettive funzioni istituzionali, anche favorendo diretti contatti tra gli Uffici marittimi territoriali e le articolazioni regionali dell'Anci" in modo da consentire maggiore uniformità tra comuni costieri della stessa regione e tra regioni limitrofe.


Si attiveranno quindi rapporti più stretti, a livello centrale e locale, per favorire l'analisi, il confronto e la soluzione delle problematiche comuni con particolare riguardo a pubblico demanio marittimo, portualità, politiche del mare, sicurezza della balneazione per la stagione estiva.

L'Italia ha 8mila chilometri di coste. I comuni costieri sono 639, di cui 86 nel Mar Ligure, 237 nel Mar Tirreno, 38 nel Mar di Sardegna, 10 nel Canale di Sardegna, 31 nel Canale di Sicilia, 133 nel Mar Ionio, 124 nel Mare Adriatico. Le Capitanerie di porto sono 55, coordinate da 15 Direzioni Marittime.

Grazie al Protocollo d'intesa della durata di due anni, si legge in una nota dell'Anci, si realizzeranno attività comuni, incontri periodici e verrà istituito un "tavolo di lavoro permanente" tra i Direttori Marittimi ed i presidenti delle Anci regionali. Il tavolo elaborerà uno schema-tipo di protocollo regionale, che sarà il documento di riferimento per le attività periferiche. Verranno inoltre attivate forme di supporto a iniziative di studio, formazione ed approfondimento professionale.