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08 luglio 2020, Aggiornato alle 20,29
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Intertanko ai noleggiatori: "Siate flessibili"

Le difficoltà di circolazione delle merci dureranno mesi. Pianificare con largo anticipo, soprattutto le ispezioni, ed elasticità nei certificati. I consigli dell'associazione a petroliere, gasiere e chimichiere

Paolo d'Amico

Intertanko, l'associazione che raccoglie gli armatori delle petroliere, delle gasiere e delle petroliere, ha diramato una serie di consigli da adottare per muoversi per nave in questo periodo. Una guida che, sottolinea l'associazione, se fosse seguita in armonia anche dai noleggiatori, permetterebbe di limitare i danni per lo shipping. A sua volta segue le ultime direttive dell'International Maritime Organization (IMO) e dell'International Labour Organization (ILO), diramate in varie circolari nei giorni scorsi.

Gli armatori, in questo periodo, non sono in grado di rispettare le normali regole di ispezione e certificazione di classe. È diventato impossibile garantire un tonnellaggio sufficiente di prodotti petroliferi e gassosi. La situazone è molto delicata e bisogna evitare «effetti indicibili per l'economia globale», come ha sottolineato il presidente di Intertanko, Paolo d'Amico, il quale invita gli Stati ad adottare un approccio flessibile e prepararsi a «misure di forza maggiore». Ha inoltre ritenuto molto positivo che le circolari dell'IMO, dell'ILO e dell'OMS siano state riconosciute dalla maggior parte degli Stati di bandiera e delle società di classificazione, che «stanno adottando una posizione pratica e pragmatica». d'Amico incoraggia quindi anche i noleggiatori ad avere lo stesso atteggiamento nelle loro regole e preferenze, riconoscendo gli sforzi che i membri di Intertanko stanno facendo, conformandosi ai regimi di ispezione.

Quali danni ha fatto il Coronavirus? In generale - vale per le tanker ma anche per tutte le altre navi mercantili - ha ridotto la turnazione degli equipaggi, rendendo più difficile raggiungere i marittimi per fare gli sbarchi e gli imbarchi. Ma altrettanto rilevante è l'impatto sulla manutenzione delle unità. Ha reso quasi impossibile effettuare due importanti inspezioni, lo Ship Inspection Report Programme (SIRE), una valutazione di rischio fondamentale tanto per gli armatori che per i noleggiatori e i terminalisti portuali, e la certificazione per le chimichiere rilasciata dalla Chemical Distribution Institute (CDI), istituto no-profit olandese.

Inoltre, le drastiche misure che stanno adottando quasi tutti i paesi industrializzati del mondo per combattere la pandemia mondiale hanno ridotto la capacità di fare riparazioni, essendo complicato rifornirsi di pezzi di ricambio. Gli enti di certificazione e le fabbriche sono chiuse o lavorano a ritmi molto lenti.

Le navi cisterna sono macchinari complessi e si affidano alla manutenzione di tecnici specializzati che si uniscono a navi di produttori e fornitori di pezzi di ricambio. Con l'aumento delle restrizioni di viaggio è sempre più difficile trovare gli specialisti: spesso agli ispettori di bandiera e di classe è impedito di unirsi alle navi.

I consigli di Intertanko alle tanker
Alla luce di questi problemi, Intertango ha diramato una serie di consigli. Innanzitutto prevede che, almeno per lo shipping, questa situazione durerà ancora diversi mesi, ragion per cui oggi i viaggi vanno pianificati con ancora più anticipo. L'associazione consiglia agli armaotri di ottenere i SIRE e i CDI quanto prima, evitando di ritrovarsi a secco di ispettori dopo. Sono certificazioni che valgono un anno, e questa scadenza andrà sempre ricordata ai noleggiatori, visto che restano registrati per dodici mesi all'Oil Companies International Marine Forum (OCIMF). Le restrizioni temporali alla loro validità o eventuali estensioni dipenderanno anche dalle decisioni dei singoli noleggiatori.

Intertanko consiglia di tenere una documentazione dettagliata di tutti i rifiuti e le cancellazioni di sovrintendenti, ispettori e tecnici di riparazione.

Se si ha a bordo della merce che potrebbe essere contaminata da Covid-19, l'ispezione SIRE è sospesa fino a quando il modello commerciale della nave non la consente. «Ciò dovrebbe essere generalmente accettato e compreso dai noleggiatori come inevitabile», sottolinea Intertanko.

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