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21 novembre 2019, Aggiornato alle 13,59
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Logistica

Interporto di Nola, aumentano treni e camion

Nel 2018 crescita del 4 per cento del traffico su gomma. Ricci: "Siamo un perno fondamentale della Zes"


Continua anche nel 2018 il trend positivo del traffico e della movimentazione merci dell'Interporto di Nola, registrando sia nel segmento ferro che gomma un incremento rispettivamente dell'1,4 e del 4 per cento, prodotti dalla società Interporto Servizi Cargo, controllata da Interporto Campano.

Nello specifico, i treni sono passati dai 1,882 del 2017 ai 1,907 dell'anno scorso, per un totale di 1,17 milioni di chilometri (+ 6%). I mezzi pesanti hanno trasportato in tutto 5,54 milioni di tonnellate merce.

Anche TIN, la società che gestisce il terminal intermodale dell'Interporto di Nola e controllata per intero da Interporto Campano, ha riscontrato un incremento, movimentando 84,569 UTI (23,923 container, 39,381 casse mobili, 20,867 cisterne e 398 flat rack).

«Dati positivi, quindi, per Interporto Campano che si avvia verso una nuova fase di crescita», si legge in una nota. «L'obiettivo è quello di puntare allo sviluppo e all'integrazione dell'intero sistema logistico-intermodale del Sud Italia, così da rendere competitivo l'Interporto di Nola nel settore delle merci e della logistica e trasformarlo in un asset determinante per lo sviluppo dell'intero Paese. L'Interporto Campano, società concessionaria della Regione Campania, punta all'espansione, sfruttando la grande occasione offerta dalla Zona economica speciale e confidando nel previsto progetto di ampliamento».

A proposito della Zes, Secondo Claudio Ricci, amministratore delegato di Interporto Campano, «l'Interporto di Nola può esserne a pieno titolo un perno fondamentale. Abbiamo collegamenti ottimali con i più importanti nodi autostradali, ferroviari e marittimi dell'Europa e del Mediterraneo. E poi, la vicinanza strategica con il porto di Napoli consente al nostro polo logistico di avere una rilevante funzione retroportuale. Serve, allora, un reale potenziamento delle infrastrutture materiali e immateriali e dei collegamenti come precondizione indispensabile, se si vuole continuare a mantenere il vantaggio rappresentato dalla logistica dell'Interporto per le imprese del nostro territorio».