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01 luglio 2022, Aggiornato alle 18,27
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Intermodalità, Ue approva 55 milioni di aiuti dall'Italia

Serviranno a incentivare il passaggio del trasporto merci dalla strada alla ferrovia

(Quinn Torsius/Flickr)

Nel quadro delle norme dell'Ue in materia di aiuti di Stato (che dalla pandemia ha allargato le maglie permettendo agli Stati membri di concedere maggiori aiuti economici), la Commissione europea ha approvato un regime italiano da 55 milioni di euro per incoraggiare il passaggio del trasporto merci dalla strada alla ferrovia. Il regime fa parte del piano nazionale per gli investimenti complementari che integrerà con risorse nazionali il piano italiano per la ripresa e la resilienza, cioè il PNRR.

Il regime mira a modernizzare le attrezzature intermodali (gru a portale, impilatori e veicoli da manovra) negli interporti e nei terminali intermodali per incoraggiare il trasporto merci a passare dalla strada alla ferrovia, che costituisce un modo di trasporto più ecologico. Nell'ambito del regime, il sostegno assumerà la forma di sovvenzioni dirette a tutti gli operatori di interporti e di terminal intermodali interessati che fanno parte della rete transeuropea dei trasporti in Italia. Il piano resterà in vigore fino al 31 dicembre 2026.

La Commissione ha valutato la misura alla luce delle norme dell'Ue in materia di aiuti di Stato, in particolare l'articolo 93 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, e ha constatato che il regime è necessario e proporzionato per sostenere il trasporto intermodale e promuovere l'uso del trasporto ferroviario, che è meno inquinante del trasporto su strada e riduce la congestione stradale. La misura sarà pertanto vantaggiosa sia per l'ambiente sia per la mobilità. La Commissione ha inoltre ritenuto che l'aiuto avrà un «effetto di incentivazione» in quanto i beneficiari non realizzerebbero gli stessi investimenti in assenza del sostegno pubblico, in linea con gli obiettivi della strategia dell'Ue per una mobilità sostenibile e intelligente e del Green Deal europeo, senza falsare indebitamente la concorrenza nel mercato unico. 

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