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03 luglio 2020, Aggiornato alle 18,22
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Innsbruck-Brennero, Anita: "Esonerate gli Euro 6 dai divieti austriaci"

Il 30 dicembre tavolo italo-tedesco per fare il punto sulle nuove restrizioni del prossimo anno, che secondo Anita penalizzeranno il trasporto combinato italiano


Il 30 dicembre si terrà a Roma un incontro tecnico tra gli autotrasportatori di Italia e Germania sulle problematiche del transito stradale sull'asse del Brennero, che dal primo gennaio vedrà l'estensione del divieto di circolazione per alcuni tipi di mezzi pesanti, in aggiunta a quelle già vietate al transito.

Il "divieto settoriale" impone ad alcune merci di utilizzare la ROLA (Rollende Landstrasse, l'autostrada viaggiante) delle ferrovie austriache con la modalità del trasporto combinato accompagnato, modalità meno efficiente e più costosa rispetto al trasporto combinato non-accompagnato, secondo il sindacato dell'autotrasporto, Anita. «Se si guarda alla politica del trasferimento modale dalla strada alla ferrovia adottata dalla Confederazione elvetica, appare evidente che essa ha puntato da sempre al trasporto combinato non-accompagnato in quanto esso è più efficiente e funzionale allo spostamento delle merci sull'arco alpino, rispetto al trasporto combinato accompagnato», spiega il sindacato in una nota.

Rete Ferroviaria Italiana non dispone di tracce sufficienti per poter aumentare il trasporto ferroviario necessario ad assorbire tutta la merce che non potrà più transitare su strada a causa del divieto settoriale. «L'Austria ha puntato oramai ad un inasprimento del divieto settoriale in Tirolo che avrà forti riflessi negativi sull'interscambio delle merci con origine/destino in Italia». Anita chiede l'esonero del divieto ai veicoli Euro 6 immatricolati dopo il 31 agosto 2018, i veicoli GNL, quelli elettrici e gli H2, sia nella circolazione ordinaria che notturna, senza quindi pagare pedaggio sul tratto Innsbruck-Brennero, esentandoli anche dai divieti del sabato mattina. Secondo i calcoli di Anita, ciò consentirebbe di diluire il traffico stradale sull'intera giornata, «con un impatto ambientale del tutto sostenibile».

«La politica austriaca sul transito ferroviario al Brennero non è altro che un chiaro e semplice finanziamento alle Ferrovie austriache OEBB le quali non offrono il servizio del Trasporto combinato non-accompagnato, non disponendo dei necessari terminali in Italia o in Germania», commenta Thomas Baumgartner, presidente di Anita.

Secondo l'associazione c'è il rischio che si spinga per la ROLA austriaca, disincentivando il trasporto combinato non-accompagnato per gli operatori, «senza considerare che mentre il primo trasferisce i camion soltanto su brevi tratte, il secondo è competitivo soltanto sulle lunghe tratte. Ogni euro di contributo concesso al trasporto combinato non-accompagnato ha un effetto triplo rispetto a quello prodotto dal trasporto combinato accompagnato».

«Occorre che l'Austria sovvenzioni nello stesso modo ed equamente ogni trasporto intermodale di transito attraverso il Tirolo, sia esso accompagnato (ROLA) o non accompagnato. È necessario che l'Italia e la Germania siano d'accordo a contrastare fortemente questa politica perseguita dall'Austria in quanto lesiva e distorsiva della concorrenza tra operatori, che va a vantaggio delle Ferrovie austriache», continua il presidente di Anita.

Se non ci sarà l'esenzione del divieto per gli Euro 6 e i veicoli ad alimentazione alternativa, «non resta altra soluzione per il nostro Paese e per la Germania che puntare su una procedura di infrazione, mediante il deferimento dell'Austria alla Corte di Giustizia Ue, con richiesta di sospensiva dei provvedimenti di limitazione al transito stradale», conclude Baumgartner.

Anita auspica che nel prossimo vertice italo-tedesco di fine dicembre si raggiunga un comune accordo sulle azioni di contrasto delle politiche dell'Austria - che già in passato è stata condannata dalla Corte di Giustizia UE per analoghi provvedimenti - e che anche la nuova Commissione europea ristabilisca «il principio della libera circolazione delle merci nell'Unione europea».