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12 novembre 2019, Aggiornato alle 18,13
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Inaugurato a Ravenna il master in diritto marittimo

Al convegno di apertura, molti presidenti delle AdSP hanno ribadito la necessità di una semplificazione amministrativa nei porti


È stato inaugurato presso la Camera di commercio di Ravenna il master in diritto marittimo, portuale e della logistica dell'Università di Bologna, Dipartimento di scienze giuridiche, sede di Ravenna, diretto dalla professor Greta Tellarini. Il percorso formativo può vantare il patrocinio del ministero dei Trasporti, di Assoporti e Confetra e il supporto dell'AdSP di Ravenna, del Comune e dell'Ordine degli avvocati della città romagnola.

Per sancire gli stretti rapporti tra mondo portuale e università, è stata organizzata la tavola rotonda ‘Porti: pubblici o privati'? dove si sono confrontati, oltre al padrone di casa Daniele Rossi (presidente dell'AdSP ravennate), Antonino De Simone, Massimo Deiana, Rodolfo Giampieri, Francesco Messineo, Pino Musolino, Carla Roncallo, Paolo Signorini e Nereo Marcucci di Confetra. Sul quesito del convegno, è stato espresso un parere comune. "L'incontro di Ravenna è importante – ha commentato Nereo Marcucci – perché i vertici delle AdSP presenti hanno chiesto di essere più efficienti e meno destabilizzati dalla burocrazia. Quindi la privatizzazione non è una prospettiva cui aspirano. Una posizione, a mio avviso, di grande buonsenso".

"L'economia portuale vale il 3-4% del Pil nazionale, che sale al 10% con il mondo della logistica – ha dichiarato Daniele Rossi -. Le AdSP vanno messe nelle condizioni di lavorare. Abbiamo risorse, capacità tecnica e una visione strategica comune preziose per lo sviluppo della portualità del nostro Paese". Massimo Deiana (presidente dell'AdSP del mare di Sardegna) ha sottolineato che "se la portualità è un settore strategico, bisogna darle le gambe per camminare, la questione porti pubblici o privati passa in secondo piano". Per Carla Roncallo (presidente dell'AdSP del mar Ligure Orientale), i porti devono rimanere pubblici, "bisogna lavorare sulla semplificazione, su ciò che ostacola lo sviluppo dei porti senza cambiare l'attuale governance".

"Prima di arrivare ai porti pubblici o privati - ha sostenuto Pino Musolino (presidente dell'AdSP del mare Adriatico Settentrionale) - vorrei vedere risolti i colli di bottiglia, anche lasciando la situazione invariata. Ci servono qualità ed efficienza, dobbiamo risolvere i punti critici e reagire. E per fare questo non bisogna per forza essere porti privati". Paolo Signorini (presidente dell'AdSP del mar Ligure Occidentale) vedrebbe bene un modello di governance simile a quello delle Ferrovie dello Stato, quindi con uno statuto snello, pur sempre nell'orbita pubblica".

Per quanto riguarda il Master universitario, Greta Tellarini ha spiegato che il progetto, fino a un anno fa solo un'idea, è ora un'offerta concreta: abbiamo scommesso su un percorso formativo completo di studi giuridici in tema di trasporti, portualità e logistica, che comprendesse un indirizzo di corso di laurea triennale specifico e un master universitario di primo livello. I numeri, sotto il profilo delle iscrizioni (26), ci hanno dato ragione, ciò sulla base anche del fatto che questo percorso formativo rappresenta attualmente un unicum nel panorama universitario italiano".

"Nei prossimi anni – ha sottolineato il sindaco Michele de Pascale - lo sviluppo della portualità ravennate, anche grazie al progetto dell'Hub portuale, comporterà nuove prospettive e potenzialità, e determinerà mutate esigenze di mercato a cui il territorio dovrà essere capace di rispondere con altrettante nuove professionalità. Con i corsi e i master attivati al Campus di Ravenna dell'università di Bologna, Ravenna sarà un punto di riferimento internazionale nell'ambito della formazione legata all'economia del mare".