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Porto di Napoli
17 ottobre 2018, Aggiornato alle 17,08
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In ripresa l'import Usa delle castagne campane

Dopo i danni della vespina cinese, il raccolto cresce di un quarto e la produzione sale a tre quarti della capacità


Dopo anni di difficoltà, finalmente ritorna a crescere il raccolto delle castagne italiane, che dovrebbe attestarsi tra i 25 e i 30 milioni di chilogrammi per quest'anno, pari a un quarto in più rispetto al 2016 (dati Coldiretti). Gli spedizionieri in questo periodo movimentano numerose tonnellate in particolare verso gli Stati Uniti, dove il frutto è utilizzato nel tacchino del Giorno del Ringraziamento – quest'anno cade il 23 novembre - e nelle ricette delle festività di Natale. Portata in America dagli italiani, la castagna continua ad essere apprezzata dagli americani, importandola anche dall'avellinese, dal beneventano e dall'Irpinia. 

Il record del 1913
La raccolta di castagne in Italia ha subito un duro colpo negli anni passati ad opera di un insetto arrivato dalla Cina che in breve tempo ha decimato i raccolti, il Cipinide Galligeno del castagno o vespina cinese (Dryocosmus kuriphilus). La cura, o perlomeno il controllo biologico, è stata il suo antagonista, il Torymus Sinensi, che ne ha ridotto drasticamente la presenza, da qui la crescita del 25 per cento delle esportazioni di castagne italiane. Il record, dall'Italia verso gli Usa, per un mercato attivo dal XIX secolo, è stato nel 1913 con ben 35 milioni di tonnellate. 

La Campania aumenta la produttività
Se i dati previsionali troveranno conferma, la Campania realizzerebbe una ripresa produttiva della castagna compresa tra il 66 ed il 67,5 per cento del potenziale produttivo regionale, attestato tra i 400 mila e 450 mila quintali dei primi anni 2000 dove, nei circa 16 mila ettari di castagneti da frutto presenti in Campania, la produzione prima del Cinipide Galligeno del castagno coinvolgeva poco meno di vent'anni fa oltre cinquemila aziende agricole e circa 30 aziende di trasformazione. Nella provincia di Avellino, sia nella fascia del Partenio che nell'areale dell'Igp di Montella, la raccolta è da poco iniziata: in queste zone le pezzature risultano decisamente più elevate rispetto all'attuale media regionale e ci si attende un raccolto intorno al 70 per cento del potenziale.

I tempi di viaggio via nave e aereo
Le castagne vengono spedite principalmente via mare, per via del costo del trasporto, ma con l'avvicinarsi della festività cresce anche la richiesta via aerea. Via mare le castagne viaggiano nei contenitori reefer - container-frigo- con temperatura di 4 gradi, impiegando circa tra i 15 e i 18 giorni prima di raggiungere gli States, via aerea in 3 giorni. Possono viaggiare anche come general cargo se vengono spedite in un periodo dell'anno in cui le temperature non superano i 25 gradi, altrimenti viaggiano a temperatura controllata tra i 15 e i 25 gradi. 

La maggior parte delle castagne, rileva lo spedizioniere Dhl, vengono sottoposte ad un processo di fumigazione antiparassitario, un procedimento che utilizza prodotti non nocivi e che non alternao il sapore, procedimento è indispensabile per sottostare alle normative della Food and Drug Administration americana.