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23 settembre 2022, Aggiornato alle 21,13
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Armatori

Imbarchi, Grimaldi: "Non c'è alcuna pressione"

Il presidente Confitarma risponde a Onorato che accusava l'associazione di estendere i privilegi fiscali anche a bandiere comunitarie non italiane


Prosegue la querelle tra Confitarma e l'armatore Vincenzo Onorato. Ieri il patron di Moby, e da poco anche di Tirreniaha pubblicato su diversi giornali un messaggio a pagamento. Si intitola "Stop alle esenzioni fiscali agli armatori" ed è indirizzato al governo italiano che, chiede Onorato, dovrebbe rivedere il sistema di esenzioni fiscali in vigore per gli armatori italiani. L'avviso fa riferimento alla richiesta fatta al governo dal presidente Confitarma Emanuele Grimaldi di estendere i privilegi fiscali esistenti per gli armatori italiani anche alle loro imbarcazioni che non battono bandiera italiana ma di altri paesi dell'Unione europea. Onorato spiega che questo tipo di navi possono imbarcare anche marinai extracomunitari, che normalmente vengono pagati meno di quelli italiani e comunitari: estendere anche a quelle imbarcazioni le esenzioni fiscali significherebbe, secondo Onorato, rendere più difficile la posizione di quegli armatori le cui imbarcazioni battono bandiera italiana e che quindi adoperano personale comunitario a un costo maggiore.

«Confitarma non sta facendo alcuna pressione per estendere i benefici della bandiera italiana ad unità di bandiera comunitaria. Esiste invece una procedura in corso in tal senso avviata dalla Commissione europea nei confronti del nostro governo» ribatte Grimaldi in un comunicato diffuso sempre nella giornata di ieri. Ciò che sostiene Onorato "da eretico" (l'armatore non è più nell'associazione nazionale degli armatori da novembre scorso) – continua il presidente Confitarma - è da ricondurre ad un preciso obbligo derivante da norme italiane e comunitarie che impongono l'imbarco di marittimi italiani e/o comunitari su traffici di cabotaggio nazionale. Obbligo assolto da tutti gli armatori italiani su traffici equivalenti a quelli operati dall'armatore Onorato».
 
«La verità - taglia corto Grimaldi - è che vi sono evidenti problemi dell'armatore Onorato a fronteggiare la concorrenza, pur beneficiando dei privilegi fiscali, come da lui citati nel suo avviso, e, in via esclusiva, di più di 70 milioni di euro all'anno a titolo di sovvenzione su tratte coperte anche da altri armatori italiani. L'armatore Onorato dimentica che, quando la Tirrenia era ancora pubblica, nel 1999 portò avanti una dura campagna contro lo statalismo nel cabotaggio sostenendo che i contributi statali erano un privilegio feudale che ponevano l'Italia fuori dall'Europa. E nel 2008 dichiarò "Non vedo la ragione per la quale lo Stato debba spendere denaro pubblico per sovvenzionare collegamenti che il privato già attua". E allora – conclude l'associazione - l'appello che Confitarma rivolge al governo è: abolire le sovvenzioni esistenti nei collegamenti marittimi con la Sardegna, laddove operano armatori italiani che garantiscono la continuità territoriale».